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di dilicatezza. Ma il luogo per gli Spedali poi doue il loro Spedalingo hab.bia a eſſercitare l’offitio della pietà verſo i Poueri,& gli abbandonati; fi deb-be fare vario,& collocarlo con grandiſſima diligentia; concioſia che in altroluogo è neceſſario alloggiare i Poueri abbandonati,& in altro ricreare& riſanare gli infermi. Et infra gli infermi, ancora biſogna hauere cura che per voleruene tenere alcuni pochi;& diſutili; che tu non nuoca a piu che fono attiad eſſere vtili. Sono ſtati alcuni Principi in Italia, che non hanno voluto chenelle loro Città vadino a vſcio a vſcio a chiedere la limoſina, certi poueracciſtracciati,& ſtorpiati;& però ſubito che vi capitauano, era fatto loro comandamento che non fuſſino veduti in detta Città ſtarſi ſenza fare qualche arte,piu che tre giorni; non eſſendo neſſuno tanto ſtorpiato che né poteſſe in qualche coſa giouare a gli altri huomini con la ſua fatica. Che piu? I Ciechi giouano ancora a girare il Filatoio a funaiuoli, ſe non ad altro. Ma coloro che era-no oppreſſi del tutto da alcuna Infermità piu graue, erano dal Magiſtrato degli ammalati foreſtieri, diſtribuiti per ordine,& dati in cura a Spedalinghi dimeno autorità. Et in queſto modo i detti non chiedeuano indarno aiuto aPietoſi vicini; ne la Città reſtaua offeſa, dalla loro puzzolente malattia. InToſcana per amor di quella antica veneratione della ſantità,& della veriſſi-ma relligione; della quale ſempre portò il vanto; fi veggono Spedali maraui-glioſi,& fatti con incredibile ſpeſa; ne quali a qual ſi voglia cittadino, o fore-ſtiero, non manca coſa alcuna, che e conoſca appartenerſi alla ſua fanità. Maeſſendo gli infermi di varie ſorti, come fono i lebbroſi,& que’ ch hanno le peſtezche con loro ſimili Veleni di tali malattie ammorbino i ſani;& altri, cheper dir’ coſi fieno atti a guarire. Vorrei che gli edifitii di coftoro fufsino di-ſtinti. Gli antichi dedicauano ad Eſculapio, ad Apolline,& alla Salute loroDii ſimili edifitii, con le Arti,& ſantità de quali penſauano che gli infermi re-cuperaſſero& manteneſſero la loro ſanità: ediſicandoli in luogo del tutto ſa-niſſimo, doue ſpiraſſino Venti ſaluberrimi,& fuſſino copie d acque purga-tiſſime; accioche gli infermi condotti in fi fatti luoghi non tanto per lo aiu-to degli Dii, quanto ancora per la benignità di tali luoghi, ſi riſanaſſino piureſto;& non è marauiglia fe ſopra ogni altra coſa noi deſidereremo che ibog doue s abbino a tenere gli ammalati, o publicamente, o priuatamente,fuſſino ſaniſſimi,& a queſto effetto ſaranno forſe a propoſito i luoghi aſciutti,& ſaſſoſi,& agitati continouamente da venti,& non abbruciati da Soli, ma il-luminati di Soli temperati; concioſia che gli humidi ſieno fomenti di putre-dine. Ma ella è coſa mani feſta, che la Natura in ogni coſa gode del tempera-mento, anzi non è altro la ſanità che vno temperamento di compleſſione,&le coſe mediocri ſempre dilettano. In faltre coſe gli infermi de le infermità,che fi appiccano, fi debbono tenere non folamente fuori della Città, ma lon-tani ancora dalle ſtrade maeſtre; Gli altri fi tenghino nella Città. Le ſtanzeer tutti coſtoro, ſi debbono ſcompartire& diſtribuire in modo, che altroueſtieno gli infermi da guarire;& altroue, que che tu riceueſſi piu toſto perguadargli che per guar irgli, fino a tanto che dura il loro deſtino, come fono idecrepiti,& i Pazzi. Aggiugni che in altri luoghi debbono ſtare le Donne,&in altro gli huomini,& coſi, o vuoi gli infermi, o pure coloro, che gli gouer-m ii