A
1
A
20
25
viA*
40
LIBRO SETTIMO. 205
defidero che nel Tempio fia quefto cio è che tutte quelle coſe che ti fi appreſentano dinanzi a gli occhi, ſieno talmente fatte che tu habbia ad hauere dif-ficultà a deliberare fe e' farà da lodare piu l'ingegno& Tartificio del Maeſtro,o lo ſtudio de Cittadini, in hauere ordinato,& dedicate in eſſo Tempio coſeſingulariſsime& eccellentiſsime. Et fe le medeſime coſe fi affaranno più allagratia& alla leggiadria, o pure al douere eſſere eterne, alla qual coſa fi in tuttel'altre fabbriche& publiche& priuate,fî maſsimamente nelledificare i Tempii, ſi debbe di nuouo& da capo hauere cura oltra modo diligentiſsima. Per-che egli è certo ragioneuole che le tante fatte ſpeſe, ſieno fortiſsime da reggere contro a tutti gli accidenti accio che elle non ſi perdino. Et credo io che laantichità non arrechi manco autorità, che fi faccia Tornamento degnità aTempii. Magli Antichi ammaeſtrati dalla diſciplina de Toſcani, nongiudicarono che e fuſſe bene ſtatuire in ogni luogo Tempii a tutti gli Dii,percioche giudicarono che fuſsi bene che dentro al circuito delle Mura ſidoueſsino collocare i Tempii a gli Dii della Pace,& della Pudicitia,& alli altri che fuſsino auuocati& Tutori delle buone arti. Ma à quelli Dii auuocatide Piaceri, delle Inimicitie,& delli Incẽdii come Venere, Marte,& Vulcano,giudicarono che ſteſſino meglio a collocarli fuori delle Mura. A Veſta, aGioue,& a Minerua(da Platone chiamati i Defenſori delle Città) gli collocauano in mezo del Caſtello& della Roccha, a Pallade auuocata de lauorãti,&a Mercurio alquale ſacrificauano i Mercatanti di Maggio,& ad Iſide gli collocauano nel Foro; a Nettunno ſopra il Lito del Mare,& a Iano in cima de piualti Monti, ad Eſculapio collocarono il Tempio nell Iſola del Teuere; percioche e’ giudicauano che la principal’ coſa, di che haueſsino ad hauere biſognogli ammalati fuſſe l’acqua; In altri paeſi dice Plutarcb che egli erano ſoliti dicollocare il Tempio a queſto Dio fuori della Città, per eſſerui l'aria miglio-re. Oltra di queſto penſauano che a varii Dis, ſi haueſsino a fare,& conueniſ-ſeno varie forme di Tempii: percioche lodauano che al Sole& a Bacco erabene di farli tondi. Et Varrone diceua che il Tempio di Gioue era bene chein alcum lato fuſſe ſcoperto, concioſia che egli è quello, che apre i ſemi di tut-te le coſe. Alla Dea Vefta penſando che ella fuſſe la terra faceuano il Tem-pio tondo come vna Palla. A gli Altri Diì ſuperni fi poneuano con gli edifi-tii ſolleuati alto da terra. Alli Dii Infernali gli faceuano fotto Terra,& a Terreſtri gli poneuano a piano. Auuenne ancora accioche io coſi lo interpetriche a varie forti di ſacrifitii trouarono varie forti di Tempi. Percioche altribagnauano gli altari di Sangue, altri con Vino,& con vna Torta facrificaua-no. Altri di giorno in giorno fi dilettauano di nuoui modi. Poftumio feceapreſſo de Romani vna legge che ſopra il fuoco con che gli abbruclauano icorpi nõ fi ſpargeſſe Vino,& perciò gli Antichi nõ erano ſoliti ſacrificare còvino, ma cò latte. Nel Mare Occeano nell Iſola Hiperborea doue dicono chenacque Latona, era la Citta Regale conſecrata ad Appollinezi Cittadini del-la quale per eſſer ſoliti a cantare ogni giorno le lodi del loro Dio, erano quaſitutti ſonatori di lira. Truouo in Teofraſto Sofiſta che nella Morea erano foliti ſacrificare al Sole& a Nettunno con ammazzare vna formica. Alli Egit-
tii non era lecito placare i loro Dii con alcun'altra coſa dentro alle* città