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L' architettura di Leonbatista Alberti / tradotta in lingua Fiorentina da Cosmio Bartoli gentilhuomo & accademico Fiorentino; con la aggiunta de disegni
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LIBRO SETTIMO. 247

Furono alcuni che meſſono dalli illati delle porte, in cambio di ſtipiti or-namenti di cornici, per il che feciono il vano della porta piu aperto, lauorocerto piu conueniente alle dilicatezze de gli edifitii de priuati& maſsimodelle fineſtre, che alle porte de Tempii; Ne Tempii grandi, in quelle portemaſs imo doue non fono altri vani, ſi diuide l'altezza del vano in tre parti, Fu-na di ſopra delle quali fi laſcia per fineſtra& vi fi la ferrata,& il reſtante ri-mane per la porta. Le porte ancora hanno lor diuerſi modi,& lor diuerſeparti. Infra queſte parti la principale è il cardine che fi in duoi modi. Per-cioche, o a canto a gli ſtipiti fi mettono arpioni di ferro ò vero da cantonidelle impoſte da capo& da piede eſcono certi perni ſopra la punta de qualifi bilicano gli vſci,& fi aprono& ſerrano. Le porte de Tempii che per du-rare quaſi ſempre ſi fanno di bronzo,& di peſo grandiſsimo, piu ſicuramentefi voltono bilichi, che gli arpioni. Io non ſtarò qui a raccontare le porteche appreſſo gli hiſtorici,& appreſſo i poeti io letto veſtite d oro, d auorio& di ſtatue tanto graui, che non ſi poteuano aprire ſenza vna gran moltitudine d᷑huomini,& con lo ſtrepito loro metteuano altrui ſpauento. Jo certo inqueſto lodo la facilità dello aprirle,& del ſerrarle. Sotto la punta adunquedel perno, o bilico ſi metterà vna Ralla fatta di bronzo,& di ſtagno,& queſtaRalla ſi ſcauerà bene a dentro, ſcaueraſſi ancora la punta del bilico, che reggela impoſta a guiſa di catino, talmente che infra il bilico& la Ralla ſtringhinoinſieme vna palla di ferro ben tonda,& ben pulita; ma quãto al bilico di ſoprache è in teſta alla impoſta, biſogna che fia nel cardinale impiõbata vna ſprãgadi ferro che habbiavno anello molto pulito,& molto liſcio nel quale entrãdoeſſo Bilico fi muoua.& coſi auerrà che la porta farà mai reſiſtẽtia nel muouerſi,& ogni poco di ſpinta andrà doue tu vorrai. Ad ogni porta ſiano dueimpoſte, che vna fi apra verſo vno illato& laltra verſo laltro. Sieno queſte

pae 1 0.impoſte groſſe la duodecima parte della loro larghezza, addornãſi{corni

clature che poſte ſopra limpofte accerchiano aterno la grandezza di quelle,& metteſene quante tu vuoi, o due o tre l'una fopra laltra, o pur vna fola fem-plice;&{e queſte ſcorniciature ſaranno due, meſſe a giacere quaſi come ſca-glioni lun ſopra faltro, fa che fra tuttedue piglino della larghezza della por-ta non più che il quarto, ne meno che il ſeſto;& queſta vltima che è poſta aſtare ſopra laltra piu eminente, che ella fia il quinto piu larga che quella diſotto, ma ſe elle ſaranno tre ſcorniciature, oſſeruerai in eſſe le miſure delli Ar-chitraui Ionici, Ma fe atorno vi andrà vna ſola ſcorniciatura, facciaſi non piudella quinta, ne meno della ſettima parte, sfonderanno le ſcorniciature alloindentro con vna goletta. La lunghezza delle impoſte ſi debbe diuidere conle ſcorniciature per il trauerſo di maniera che gli ſpatii da alto occupino iduoi quinti di tutta l'altezza de vani de gli vſci. Ne Tempii saddornano lefineſtre non altrimenti che le porte; ma i vani di quelle, perche egli occupa-no vicino al cielo della volta la piu alta parte delle mura;& con i loro angoliterminano nel tondo Cielo delle cupole, per queſto ſi fanno tonde al contra-rio delle porte, percioche elle ſono il doppio piu larghe che alte,& queſta lo-ro larghezza diuidono con due colonnette, poſteui con quella regola, che fimettono ne le loggie. ma queſte colonnette fono la maggior parte quadrate.xXx iii