296 DELLA ARCHITETTYRA
Komul tu primo allhor, di cure empieſti
Igiuochi, c el Sabin le figlie viae
A i yedoui Roman gioconda preda_.
Won ornaua Theatro ancora il MarmoNe vela ombra faceali: e i ſuoi ug gestiMon facea roffi temperato Coco.
Tui era frondi folo; en quella guifas
(Ve femplici l hauea prodotte il bofeo 5
Era ſend arte ancor’ fatta la ſcena-
Sdeua il popol ſopræ i gradi fatti
Di verdi ¶ Ip, ex difendea dal Sole
L Afpro capell, con qual ſi voglia fronde.Dicono nientedimanco che lolao figliuolo di Ipſicleo fu il primo che nellaIſola di Sardigna ordinaſſe gradi da ſedere, quando e’ riceuè le Teſpiade daErcole. Ma da prima anticamente fi faceuano i Teatri di legno. Anzi bia-fimarono Pompeio, perche egli haueua fatti i gradi dello ſpettacolo fermi,&non da poterſi leuare, come prima era luſanza. Di poi venne la coſa a tan-to che dentro alla citta di Roma erano tre grandiſsimi Teatri,& Amfiteatriinfiniti;& quello ancora che era capaciſsimo di meglio che di dugento mi-la perſone;& quel luogo che è chiamauano Cerchio maſs imo i quali tuttierano fatti di pietre riquadrate,& addornati di colonne di marmo. Oltre ache non contenti di fi fatte coſe, feciono ancora ſpettacoli per attempo pienidi marmi,& di vetri,& di vna infinita moltitudine di Statue; il maggiore ſpettacolo inſino in quei tempi& piu di tutti gli altri capaciſsimo, arſe a Piact᷑tiacitta di Lombardia per la guerra di Ottauiano Ma di queſti ſia detto a baſtanza, De gli ſpettacoli ne fono alcuni buoni per la quiete,& per focio,& al-cuni per le faccende. A quelli che fon’ buoni per Focio, fi confanno bene iPoeti i Muſici,& li Iſtrioni che dilettano; ma a quelli che fi aſpettono alle coſe da guerra. ſi confà il giucare alle braccia, il far’ alle pugna, lo ſchermire, leſ-ſercitarſi nel tirare, il correre,& fe alcuno altro giuoco o eſſercitio d arme fitruoua ſimile a quefti. Le quali cofe Platone voleua che ogni anno ſi faceſsi-no, percioche giouauano molto alla ſalute& allo ornamento della città.&hanno queſti biſogno di varie forti di edifitii,& per cid hanno ancora variinomi. Concioſia che eſſendone alcuni ne quali fi eſſercitano i Poeti Comici& i Tragici,& fimili; queſti per amore della degnità loro gli chiameremoTeatri. Ma quegli altri doue la Giouentù Nobile fi eſſerciterà correndocon carrette di duoi,& di quattro Caualli fi chiameranno Cerchi. Gli altrifinalmente ne quali rinchiuſeui le fiere fi faranno caccie, chiameremo Ami-teatri. Quaſi tutti gli ſpettacoli vanno immitando vn campo d'arme, che meſſoſi in ordinanza da duoi corni, voglia venire alle mani. Et fon farti prima 4.d'una piazza nellaquale i deſtinati per il giuoco o ſchermidori, o carrette,&ſimili fi habbino ad eſercitare, di poi di Gradi atorno ſuper i quali fegghinogli ſpettatori, ma ſono diſsimili,& differenti del diſegno della plazza, percio-che di queſti, quelli che hanno la forma quaſi ſimile a vna luna che gia com in.cia adinuechiare fon’ chiamati Theatri; ma quando e ſi diſtende sine con le
teſte