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SaS eee ere
LIBRO DEBCINMO.
chiata · Da queſti principii fi potranno fare molte coſe ſimili:& piu utili: che PRA aticoſe lunghe araccontarle. Baſti inſino à qui di queſti. Reſtaci il chiuder lacque. Sere/raſi il corſo dell acque con le cateratte, ſerrerasſi ancora conli ſteccati. L uno& laltro liabiſogno di canali di pietra ſaldisſima: come ti dicemmo che fi faceua nelle pile. Alzeremo il peſo delle cateratte: ſenza pericolo de gli huomini. aggiugnendo al fuſo che lo tiraalcune ruote con denti:le quali noi moueremo come quelle de gli horiuoli, adattati i dẽtidun altro ſuſo a tale lauoro:& a tal moto. Ma commodisſima piu di tutte laltre fara quella cateratta: che ſopra il mezzo di ſeſteſſa hara collocato vn ſuſo a piombo: il quale fi volci. appiccherasſi al ſuſo la cateratta quadrata, che ſtia teſa come vna vela quadra ſta diſte-fa in una naue da carico, che da lun laltro& dall atro poſſa eſſere girata,& da poppa&da prua, mailati di queſta cateratta o porta non debbono eſſere vguali perche da piedeella fara alquanto piu ſtretta quaſi che tre dita che da capo,& di qui auuerra che ſi aprirrada vn fanciulletto ſolo,& per il contrario ancora fi ſerrera da fe ſteſſa: vincẽdola il peſodello lato piu lungo di ſopra. Farai due catetatte, rinchiuſo il fiume in duoi lati, laſciatouivnoſpatio per quanto e lunga vna Naue, accio che ſe e vi hara a ſalire vna naue poi chela vi ſara arriuata chiughaſi la cateratta di ſotto:& apraſi quella di ſopra: ma ſe ella haraaſcẽdere per il cõtrario ſerriſi qlla di ſopra:& apraſi quella di fotto Et coſi laſciata andare
la naue con queſta parte del fiume fara portata dal fiume à ſeconda. Et il reſto della ac-
qua fara mantenuta dalla cateratta di ſopra. No laſcero indietro quel che s ppartiene allevie per nonreplicare queſte: Farasſi la ſtrada ben netta& ben pulita nelle citta non la al-zando di pezzami: ilche è mal fatto, ma piu toſto leuãdone,& ſpianando per tutto allo intorno.& portando via, accio che gli ſpazæi,& il piano della citta non venga ſotterratodallo alzaruifi delle ſtrade.
Del rimediare ad alcune coſc,& del raſſertarle generalmente. cap. XIII.
N Ora andremo dietro a trattare delle, altre coſe piu minute che fi poſſono raſſettare] con piu breuita che noi potremo; In alcuni luoghi per eſſeruiſi condotta l'acqua èil paeſe vie diuentato piu caldo:& in alcuni per il contrario piu freddo, Preſſo à Lariſſa inTeſſaglia vi era la campagnia coperta di acqua morta& tarda, et percio vi era laria groſſa:& caldiccia. Dipoi cauatone facqua,& raſciutta la campagnia diuẽtò la regione piufredda: di maniera che gli Vliui da quiui innanzi che prima vi erano in abondantia tuttiallo intorno vi ſi ſeccauano. Per il contrario appreſſo a Filippici per eſſeruiſi come diceTeofraſto cauato lacqua:& raſciutto il lago:auuenne che hebbono manco ftridori. Etſi crede che la cauſa di queſte coſe venga dalla aria che vi ſpira pura: o non pura: percioche e dicono che laere groſſo fi muouepiu tardi, ma che mantiene piu le impresſioni calde: o fredde. Malaria ſottile e piu atta al freddarſi:& preſto ancora ſi riſcalda da raggi delSole:& dicono che una campagnia non coltiuata& abbandonata: cauſa l’aria piu groſſa& meno benigna. Doue le ſelue creſchino ancora folte talmete che ei non vi entri Solene vi penetrino i Venti: vi fara certo! aere piu crudo, Allago Auerno erano le ſpelon-che delle ſelue tanto folte che il zolfo eſalando per quei luoghi ſtretti ammazaua gli vccelli, che vi volauano ſopra. Ceſare tagliate le ſelue fece che di vnaaria peſtilente diuenne benigna& amena. Preſſo a Liuorno Caſtello marittimo di Toſcana erano gli huomini ſempre ne giorni caniculari oppreſſati da grauisſime febbre, ma fatto gli habitanti unmuro riſcontro al mare fi mantennono poi ſani, ma di poi meſſa l’acqua ne ſosſi per farredifitio piu ſicuro, ſon tornati di nuouo ad ammalaruiſi. Scriue Varrone che hauendolo eſſercito preſſo a Corfu& morendoſi quaſi tutto di peſte, ferro tutte le fineſtre cheverſo Auſtro erano aperte,& a queſto modo capo lo eſercito. A Murano patiſco-no rare volte di peſte, ſeben Venetia lor citta principale ne è moleſtata aſſai& grauemẽte,& penſano che queſto accaggia per la grande abbõdanza delle fornaci de vetri, per-cioche egli t coſa manifeſta che laria fi purga marauiglioſamente da fuochi.& che i ve-neni habbino in odio il ſuoco ne e inditio, che egli hanno auuertito che i corpi morti de-gli animali velenoſi nõ generano vermini come gli altri, per queſto che la Natura delveneno è di ammazzare,& eſtinguere del tutto ogni forza di vita: ma fe imedeſimi forno tocchi dalla ſaetta, allora generano vermi. percioche il veneno loro è{pento dal ſuoco. Et che i vermi fono generati ne corpi morti degli animali nõ da altro, che da una certa potentia ignea della N arura: che muoue quello humido, che è in quelli, atto a ſpiriti uitali, lo ſpegnere de quali ſiaſpetta proprio al veleno doue egli fia ſuperiore, ma doue eglie ſuꝑato dal fuoco nõ ui puo niẽte. Se tuſuerrai herbe velenofe& maſsimo laſqꝗlla ti auerra cl) quel cattiuo nutrimẽto della terra farà attratto a ſe dalle piãte buone, e p̃ſo tal nutrimento
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