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a disporlo con un progresso senza precipitazione, con ra-gionevolezza, certo c scevro da ciarlataneria, basato sull’or-dine stesso della natura, per potere ottenere in una qualun-que siasi parte lo sviluppo delle facoltà che gli sono pro-prie, e dalle quali l’istitutore studiasi di trarre il migliorpartito che sia possibile, formando nel suo allievo un giu-dizio sano, e quel criterio di verità clic diventa poi tantoprezioso lorchè collegasi alla bontà del cuore ». Questo èil vero ritratto di Pestalozzi , e la vera idea del suo istituto,il quale però non era diretto che a salvare il figlio dere-litto, quello che privo dell’ assistenza paterna sarebbe corsopericolo di rovina ; non tendeva a togliere ai genitori il do-veroso tributo della educazione, e del sostentamento do-vuto ai figli che la provvidenza loro affidò ; nè a dare,come non di rado suole avvenire, ai genitori esonerati daidue obblighi importanti del matrimonio santificato collaprima legge del mondo e colla grazia sacramentale, di educa-zione e di sostentamento, titoli di ozio maggiore, di maggiorelicenza e di dispendio maggiore o nel vizio o nella crapola.Tali erano i principj del Pestalozzi , e sotto tali principiiebbe incremento il suo istituto. Se da questi divertisse, qualne sarebbe la futura prosperità? Quai chiari esempii nonebbimo noi nell’età in cui viviamo? uno sguardo a quelletante istituzioni che furono l’opera di tanti secoli, ed il pen-samento di santi uomini, di benemeriti della Chiesa e delloStato? quanto più i loro istituti s’allontanarono da quelle sa-vie leggi che li sanzionarono, si volsero precipitosamentealla decadenza, alla rovina, alla dissoluzione!
L’istituto Pestalozzi ora è diretto dai signori Rauck eKt'eisj e sino dal i 832 , vi si è stabilita una cappella cat-tolica , dove si radunano per adempiere tutti i doveri direligione apostolica romana, quei figli che la professano ;e ciò ha servito assai al progresso delle massime cattolichetra quegli allievi.
Nella città di Yverdun vi sono poi stabiliti altri istituti,