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gli stessi regolari fu esclusivamente destinato a ricevere ipazzi in pensione. All’epoca della rivoluzione questo ospi-zio fu unito alla direzione generale degli Ospedali , e con-tinua a servire all’uso destinato. Napoleone avendo giudi-cato l’orribile sregolamento e l’ecccesso scandaloso di li-bertinaggio del marchese De-Sade, a pari di un eccesso difollia, lo fece tradurre nell’Ospizio di Charenton come paz-zo, dove cessò di vivere nel i8o3.
CAPITOLO X
Nel terzo giorno dopo la mia partenza da Lione giunsi nellagrande capitale della Francia . Prima mia occupazione fuquella di scegliere un comodo e centrale alloggio, che ebbiin prossimità del Palais-Royal , e di avere per la seguentemattina un eccellente servitore di piazza, onde non perdertempo a visitare regolarmente tutte le particolarità princi-pali di Parigi e de’suoi contorni; e l’esito corrispose pie-namente ai miei desiderii. Ma per non dilungarmi dallo,scopo di questa corsa aggiunta alla mia peregrinazione nellaSvizzera , non farò che accennar le cose che trovai degnedella più attenta considerazione fra il gran numero, deglistabilimenti pubblici, cioè delle chiese, dei palazzi, musei,biblioteche, accademie, ospizii, asili di ricovero, di sussi-stenza, di beneficenza, ecc., ecc.
Prima di tutto fui condotto alle Tuileries , il cui gran-dioso palazzo fu ideato da Francesco I ; ma soltanto nel-l’anno t564 da Caterina de Medicis , moglie di Enrico II ,venne incaricato il celebre architetto Filiberto de Lamiedi dare esecuzione alla costruzione. Sotto Enrico IV ebbenotabili ingrandimenti, ed allora fu costrutta la grande gal-leria che lo unisce al palazzo del Louvre dalla parte dellaSenna. Anche ai tempi di Luigi XIII fu notabilmente au-