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dicato dalle rispettive epigrafi, delle quali non più potevansileggere che i nomi e le date: sebbene anche queste atten-tamente osservate, parevanmi o di nuovo rifatte, o almenoristorate da scalpello non appartenente a quella rimota età.Esse diceano: Vitalis Abbas 1082^ —Gislcbertiis Crispi-nus Abbas m 4 - — Laurantius Abbas 1176.
Dalla parte orientale di questi sacri edifieii vi è la gransala Westminster-hall, la quale è forse la più vasta di tuttal’Europa , non essendo sostenuta nè da pilastri nè da co-lonne; essa è lunga 270 piedi, larga 74 e alta go. In que-sto vasto locale sovente il Parlamento vi ha tenuto le suesedute. Nel 1820 vi furono costrutte le belle finestre go-tiche, e fu tutto recentemente riparato in nuovo. Da ambe-due i Iati della facciata si innalzano due torri di pietra or-nate di belle sculture, e fu aggiunto nel 1821 a ciascunauna lanterna di un’altezza considerevole.
Andai poi a vedere le Càmere del Parlamento, e massimequella che stavasi magnificamente costruendo in luogo dellaincendiata.
Visitai ben due volte il palazzo del Lord Major, Man-sion-House-street, i cui appartamenti sonò mobigliati congran lusso, sebbene alcuni sieno alquanto oscuri.
Il palazzo della Borsa, The-Royal-Exchange, edilizio deipiù sontuosi di Londra , e che io aveva veduto dettagliata-mente, fu pochi mesi dopo la mia partenza da Londra ri-dotto in cenere. La folla della gente che entrava in questopalazzo era immensa ; anzi fui assicurato che ogni giorno nonfestivo non meno di 200,000 persone transitavano da unaporta all’altra di questo grandioso edifizio. L’orologio dellatorre avea quattro quadranti, ed ogni tre ore col mezzo diun così detto carillon, facea delle eleganti suonate colleotto campane esistenti sulla medesima torre. La ricchezza diLondra farà sì che in breve tempo si vedrà rialzato forseanche con più splendida magnificenza un edifizio sì centrale,frequentato e tanto necessario al pubblico comodo.
11 palazzo della amministrazione generale delle poste, New