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Peregrinazione al Gran San Bernardo, Losanna, Friburgo, Ginevra : con una corsa a Lione, Parigi e Londra / dell' abate Don Giacinto Amati
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II palazzo Carlton, Pali-Mali, che anch’esso s’avvicinaai due suddetti palazzi reali, fu venduto del iy32 dal contede Burlington al principe Federico di Galles, padre di Gior-gio III , il quale lo fece ristaurare e vi aggiunse i giardi-ni. Ivi fu ricevuto Giorgio IV , allorché salì sul trono d’In-ghilterra. Questo palazzo reale non ha che un sol piano, epiccoli assai sono gli appartamenti. La facciata è piuttostoricca, vi sono due corpi sporgenti, con portici sostenuti dasei colonne, ed un timpano ornato delle armi del principedi Galles . Ciò che forma la maggiore ricchezza di questopalazzo è la sala dell’ argenteria, potendosi con ragione dire,che vi si trovi la più ricca collezione d’Europa , in materiad’argenti lavorati ad uso di tavola, in ogni genere, di ognimetallo e d’ogni fattura; la maggior parte è in vermeile le forme sono moderne.

Quattro sale di questo palazzo sono chiamate XArsenale,le quali contengono quanto vi ha di raro e di curioso ingenere di armi antiche e moderne; e fra queste quelle de-gne di maggior attenzione sono le gualdrappe, le bardaturee gli altri oggetti che appartenevano a Tippoo Saib e a Amu-rat Bey. Mi venne mostrato il trono del re di Gandia , eduna magnifica sedia a bracciuoli, coperta d’oro plaques,e ricca di pietre preziose. Sul dorsale vi è una faccia cheraffigura il sole, i di cui occhi sono formati di due gros-sissimi diamanti. Molti quadri di capi-scuola antichi e mo-derni ornano diversi appartamenti. In questo palazzo si uni-rono in matrimonio, il principe Leopoldo e la principessaCarlotta.

Il reale palazzo Kensington ha nulla d’importante, anziè tutto fabbricato in mattoni, ed è mollo irregolare ; ma quidimorarono alcuni re e principi, forse a motivo degli ame-nissimi giardini, che non saranno meno estesi di tre migliae mezzo. Questi furono ridotti a quella Leila forma chehanno al presente, secóndo il piano e la direzione data dallaregina Carlotta, che vi avea una grande alfezione; di modo