capitolo ii.
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le vesti del pievano, e le baciava, e le bagnava di lagrimein un delirio di gioja e di riconoscenza.—-E mio marito?—domandò poi con un atto ed un volto pieno d’ansietà edi spavento.
—È salvo—rispondeva il parroco,e continuava: — Perora non ò bene che vi lasciate vedere qui d’intorno; uscitedi li, — e le accennava un usciolo segreto che si aprivasulla sinistra verso la montagna: — pigliate il sentiero chemena al castello, e pregate anche in nome mio il conteche vi dia ricetto almanco per questa notte.
— Oh ! ma non vorrà, che....
— Ebbene, presentatevi ad Ermelinda, ditele.... non fad’uopo che le diciate niente; siete bisognosa d’ajuto, lacontessa vi accoglierà premurosamente, sono sicuro. An-date, che Dìo v’accompagni. —
La donna parti, e il pievano tornato sul piazzaletto,dove la folla stavasi tuttavia intorno al figlio del falco-niere: — Sentite, — si mise a gridare,—perché la cosaproceda giustamente e nella debita forma, chè non s’ab-bia poi a poterci apporre nulla dal Messo e dall’ avvocatodi là, che hanno più trappole e più uncini alle mani checapegli in capo, bisognerà toccar la majola, e congregar[ vicinanza per nominare vostro campione questo buongio-[ vane che Dio v’ ha mandato. —
Ed ecco di li a poco venir fuori il sagrestano del paesesu d’un ballatojo che dava sul sagrato, e cominciare a bat-tere con due martelletti su d’un certo ordigno compostod’una lamina di bronzo incastrata nel mezzo d’una tavolaj riquadrata, traendone uno squillo acuto in una certa qual
! cadenza, con certi affrettamenti e certe pose, il che dice-
I vasi sonare ad aringo, o arengo, e l’ordigno era detto mal-
i Itola o majola, forse da malleus, il martello con cui si per-
j cuoteva, o più verisimilmente da mallum, giudizio, placito,
1 adunanza, che si congregava a quel suono,j Fatto popolo, andatone il partito, e reso il suffragio, Lu-ì po, com’era ben da credersi, non ne ebbe una bianca, e fu
| proclamato a pieno consiglio di vicinanza campione degli
I uomini di Limonta.