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Marco Visconti : storia del trecento cavata dalle cronache di quel tempo e raccontata ; aggiuntovi Ildegonda, la Fuggitiva, Ulrico e Lida / da Tommaso Grossi
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LA FUGGITIVA,

NOVELLA.

Pietosa madre, a che mi celi il piantoA forza lungamente rattenuto?

Degiorni miei sparito è già lincanto;

Un momento, e sarò cenere muto.

Deh! non minvidiar, madre, frattantoQuestultimo damor caro tributo:

Libero sfoga il tuo dolor verace;

Le lagrime saran pegno di pace.

Delle viscere tue per una figliaLa tenerezza sento pur qual sia;

So che voce materna ti consiglia,

Che perdonata è già la colpa mia.

Deh! non mabbandonar, madre: perigliaLa mia ragione incerta e fuor di via:

Ah ! tu la reggi nel fatai momentoChe starmi sopra meluttabil sento.

Dolce nella memoria ancor mi siedeDe miei prim anni il volgere pacato,Quand io bambina il tenerello piedeAon volgea mai senza la madre a lato.

A me il tuo latte nudrimento diede,

E del proprio tuo sangue e del tuo fiatoPur nudrita mavresti. Ahi figlia ingrata,Come ti se di tanto amor scordata?