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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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la acquistarono da quegli abati i conti diSaVoja. Nel 1:360 i principi d’Acaja ven-dettero Perosa e la sua \alle ai Provanadi Carignano, dai quali passö ai Solari diAsti. Carlo Emanuele I die a questa valleil titolo di contado e la vendette ad uncavalierc Goveano. Fu occupata nel 1892da Francesco di Bona, signore di Dighie-res in Delfinato; ma nel 1001 col tratlatodi Digione fu ceduta al duca di Savoja,che scacciö da Perosa, Porte , Dubione ePinasca tutti i protestanli.' Nel 1C62 fuceduta questa valle alla Francia ; ma nel1696 venne restituita alla Casa di Savoja.II luogo di Perosa fu dato in feudo dalduca Vittorio Amedeo ai fratelli Picconi;e da ultimo n’ebbero l’investitura i Gambadi Roatto. Gli abitanti, fra i molti privi-legj di cui godevano e che furono loroconfermati nel 1370 dal conte Amedeo VI ,avevano quelle di non poter essere trattiin giudizio fuori della loro valle.

Gli archivj di corte conservano un ma-nosoritto di statuti e privilegj di Perosa,eh’e del 1360. Vennero quegli statuti ri-formati nel 1481; furono stampati in Pi-nerolo nel 1868.

PEROSA. Com. nel mand. di Strambi-no, da cui dista un’ora. (Provincia diIvrea).

Popolazione 790.

Siede sulle falde occidentali dei collidi S. Martino. Vi scorre al nord la Chiu-sella cd un canale derivato da essa dettodi Perosa. II suolo e assai ferace di cc-reali. Rimangono gli avanzi dell’antico ca-stello.

Questo luogo era infeudalo ai Perroni-San Martini di Quart.

PERRERO. Mandamento nella provin-eia di Pinerolo .

Popolazione 8774.

Case 1200.

Famiglie 1240.

I limili di questo mandamento sono imedesimi di quelli della valle della Ger-manasca e di S. Martino, detta anche diPerrero, la quäle confina per un miglioe mezzo dal punto della Gran Guglia sinoa quella del Gran Miol, colla calena prin-eipale delle Alpi Cozie che la separanodalla Francia . A ponente dal Gran Miolsino al monte Appenno, colla cresta deimonti che la dividono dalla tesla dellavalle di Dora. Da ponente a tramontanacol giogo che la divide dalla val Cluso-ne, principiando dal monte Appenno, pclcolle Rodoretto, indi alla punla di Roe-tas, e seguendo in giro l’alta parele della

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valle del Piz pel colle dello stesso nome,longo la cresta del Gran Miol (d’onde sidiparte il raino setlentrionale che va aterminare alla rocca di Laux), e volgendoa levante del col dell’ Albergian per lacresta di Rabioux, sino a Pomaretto. Alsud-est e limitata dall’alto contrafforte chela divide dalla val di Luserna. ( Barto-lomeis ).

Questo mandamento estendesi chilome-tri quadrati 208. 88, e componesi dei se-guenti dodici coinuni:

Perrero.

Bovile.

Chiabrano.

Faetto.

Maniglia.

Massello .

Prali o Prales.

Riclaretto.

Rodoretto.

Salza.

S. Martino e

Traverse .

Perrero, Capoluogo del mandamento,dista sei ore da Pinerolo , capoluogo dellaprovincia.

Popolazione 48 t.

Sla nel centro della valle sopradescrit-ta,a maestrale da Pinerolo . Contina a mez-zanotte coi coinuni di S. Martino e Tra-verse, a ponente con Prali o Prales e Ma-niglia , e verso levante colla strada chelende da Perrero a Pomaretto. IIa annessedue frazioni. Insufficienti sono i prodotti delsuolo al bisogno degli abitanti. Le pasturealimentano numeroso bestiame. Ad un mi-glio sopra l’abitato trovasi calce carbonatamagnesifera , altrove rinviensi feldspatolamelloso.

Dalla roccia chiamata del Chiaudano fudedotta una fontana d’aequa perenne chefu eretta sulla pobblica piazza.

Era questo luogo anticamenle munitodi piccoli fortini.

Nella valle di Perrero ripararono i Val-desi nel 1689, perseguiti cd incalzati dalletruppe del re di Francia . Per qualchetempo essi si tennero sicuri nelle cavefnedella rupe denohiinata i Quattro-Denti; inseguito andarono ad apposlarsi nella valledi Luserna.

Dal 1703 al 1708 la valle di Perrerostette sotto la dominazione dei Francesi ,dai quali abbandonata, si sottomise nuo-vamente alla Casa di Savoja.

Furono feudatarj di Perrero dapprima