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Fra gli edifizj non ultimo c il quartieredi cavaileria, le cui scudcrie sono capacidi HOO cavalli.
I bnluardi che anticamcnte circondavanoSavigliano, c giä esistevano nel secolo XIII,furono quasi inleramenle deuiolili nel1705. All’epoca dclla gtierra del 1560 seierano le porle della cittä; posterioriuentese ne fecero allre fre. Chiamavansi le pri-me S. Giovanni, Marcne ( dal luogo diquesto nome ch’cra tinilo a questa cittäe ne venne smcmbralo nel 1696), Pieve oliurnia, Vellieana, delle Campane e Pu-sterna; le altre tre furono chiamate Fo-ranea, del Presidio e del Pertugio.
Da teinpo immemorabilc sorgevano dueeastclli appartenenli a due signori ehepadroneggiavano questa terra; uno eramunito di cinque torri, l’altro era ebia-mato della Pieve; s’ ignora il tempo incui vennero distrulti.
Atlri forlilizj furono edilicati nel se-colo XIV, nia ancb'essi vennero diroccaliin varj tempi, c non se ne conservanodie i nomi; una sola torre rimane in piedinel cenlro del lato orientale dclla Piazzavecchia, la quäle credesi stata inalzatanel secolo XIII. Ancbe il borgo detlo diMaira o Rtimarra era difeso da una lor-lezza presso il ponte ebiamalo delle Cam-pane che attraversava il fiurnc.
Savigliano possede un elegante teatrodi moderna costruzionc; ha scuole regiosino alla filosotia inclusive, un regio con-vitlo di giovani alunni nianlenuti a spesedella cittä , varle operc di bencficenza,uno spedale maggiore, uno mililarc, unallro pei cronici, un monte di pietä, unacasa di Rosine, un’altra per le orfanelle,un ospizio di caritä, ecc.
L’industria saviglianesc contava sin dalsecolo XIV due cartiere, poste una pressoil ponte della Mellea nel borgo di Mare -ne, appartcnenle ai monaci di S. Pie-tro, l’aitra in una regione presso Savi-gliano detta ßecco d’Ania. Oggidi vhannonianifatlure di drappi e di sctcrie, lilande,filatoj, fabhriche di carrozze, di carri, dicandcle, di birra, ecc.
Nell’ agro sadgiianese furono scopertein varj tempi lapidi roinane ed avclli perlo piü formali d’embrici.
Ignorasi la storia di Savigliano de’tcm-pi remoli sin verso il fine del secolo XdcH’era cristiana; la piü velusta carlaehe ne faccia ricordo e un placitu del 981a favorc del vescovo d'Asti . A qucl tempoera dominata da signori ebiamati Sarma-lorj, ebe eoH’andarc del tempo cessero i
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loro beni e dirilli ai Reggiani, ai Tap-parelli, ai Riga, ai Goreni, ai Guidi, aiFallelti cd a parecchi altri casati di Sa-vigliano. I Saviglianesi entrarono neliaconfederazione stipulata in Milano not 1199tra i comuni di Piacenza, Vercelli, Mi-lano, Alessandria cd altri minori, e nel1200 compilarono i proprj statuti. Affor-zossi il comunc assai vohe con alleanze,specialmente nel 1206 coi municipj diBene, di Alessandria ed altri per difen-derc le proprie liberlä conlro le avidcambizioni di Manfredo II marchese diSaluzzo; e non molto dopo col comuncd’Alba , col quäle nel 1217 concliiuselega offensiva e difensiva. Acquistandocon ciö forza ed importanza il luogo diSavigliano, vedeva affreltarsi alla suaunione i luoghi di Solere, Marene ed altri,nonche la stessa Manta, appena distanteun miglio da Saluzzo , la quäle fece allodi dedizione nel 1227. E pote bravare leire del marebese di Saluzzo , ricettandonon poche famiglic ehe fuggivano dalleterre del marebesato infestate dai signo-rotti, e dar ricovero ad una Clarserenafuggita daIla corle di Saluzzo . Codestanuova Elena dicono le storic fosse unafantesca del marchese; ina dovevagli es-sere molto cara, se per riaverla niosseguerra a Savigliano, gtierra ehe per al-tro fu di I)reve dnrala, h lini senza cltevenisse restiluila la bella fuggiasca. Arislabilire la pace fra il marebese di Sa-luzzo e questo comunc conlribuirono gran-demente il marebese ßonifacio di Moufer-rato cd il podeslä d’ Asti , ü primo perteina ehe il principe saluzzese insigno-rendosi di Savigliano non divenisse troppopotente; il secondo per poter in seguiloinfluire sulle cose saviglianesi. Ma gliuomini di Savigliano s’accorscro comc po-tesse tornar loro nocivo il troppo patro-cinio d'Asti , e procurandosi forze proprietennero in rispetto quel municipio, E nel1250 Savigliano strinsc lega offensiva conCuneo minacciata dal marebese Manfre-do III, e con rnilizie proprie ingrossö poeodopo Fesercito die Milano mandava insocrorso dei Cuneesi. Nel 1256 i municipjguelli rappresentali in Alessandria gittra-rono una lega, fra’ quali furono gli uo-mini di Savigliano, e si obbligarono, qua-lora fosse turbata la pace di alcun d’essi,non solamente di prendere alle spalle ilnemico, ma ben ancbe di assalire gli ade-ren! i di esso : eondizione questa chegiovograndemente a Savigliano, quando il mar-cliese di Saluzzo si fece a minacciare il