968 SAV
saviglianese distretto, perclie subito leforze de’collegati si mossero a’ danni delinarchese e de’suoi alleati; giovö ancoraperclie Savigliano pote sottrarsi all’esclu-siva influenza di Asti . Ma la fazione de’nobili guelfi, ambiziosa di maggiore do-minio e turbolenta, non contenta diavere per se lütte le pubbliche cariche,mise ne’cittadini la diflidenza e i’odioimpadronendosi de’ luoghi forti apparte-nenti a Savigliano; pretese di ritenerele chiavi del comune, inalzö una torreed inslilui una societä detta Albergodi Ospizio. Onde alla sua volta il par-tito gliibellino, a cui apparteuevanoi popolani, fondö anch’ esso una so-cietä che i'u detta Popolare, e rivolsegli occlii e le speranze a Federico II che reduce dalla Siria approssimavasialla Sicilia. E condoltosi a Cuneo , 1’ im-peratore ai deputati inviatigli per chie-dere patrocinio promise, e ne diö ildiploma, di prendere e tenere sotto lasua immediata protezione la cittä di Sa-vigliano. Cosi i Saviglianesi, che con tantacura avevano cansalo il patrocinio d’Asti ,travagliati da’loro guelfi, furono costreltiad invocare e subire la protezione impe-riale. Ma appena allontanalo l'imperatoredal Piemonte , le guerre umnicipali si riae-cesero, e furono in campo Asti , Alba e Che-rasco eontro Savigliano, Cuneo , Mondovi eFossano , ne cessarono le ostilitä che versola fine del 1239. L’ anno dopo slipulossiuna nuova confederazione tra Savigliano,Cuneo, Fossano , Bene ed Alba; la quäledecise gli Astigiani alla pace, che fu con-chiusa nel 1241. Dieci anni dopo allraconfederazione formossi tra Savigliano,Cuneo, Mondovi, Bene, Fossano , S. Al-bano, Moretta e Niella, i quali raccolseroun poderoso esercito per resistere allaprcpotenza di Asti . Venuto nel dominiodella Provenza Carlo d’Angiö, mandö buonnerbo di Provenzali a soltomettere collaforza i comuni di Piemonte che ricusas-sero di riconoscere la sua autoritä, e fraquesfi fu Savigliano, intorno a cui lesue schiere posero assedio. In tale circo-stanza si vide quanto gli umori di partcsiano fnnesti alle citlä che gli allettano,perocche i nobili d’ Ospizio apersero leporle della terra agli Angioini, oltenendonein compenso privilegj ed immunitä. Ma ildominio degli Angiovini non durö lungapezza eontro la possente confederazioneformatasi eontro di loro, alla quäle ac-cedettero dapprima i Genovesi , i Pavesied Ottone Visconti arcivescovo di Milano,
SAV
e da ultimo lo stesso inarchese di SaluzzoTommaso I. I confederati in efTelto assa-lirono nel 1274 le terre subalpine soggetteal d’Angiö e gli presero Torino , Savi-gliano ed altri luoghi; e poco dopo itinarchese di Saluzzo vinse eontro il sini-scalco di Provenza una gran baltaglianelle vieinanze di Roccavione. Ricuperatala überlä, i comuni stabilirono fra cssiuna tregua che dovesse durare dieci annie sei mesi, e si rimisero nell’antica formadi governo. I Saviglianesi compilaronoallora un nuovo statuto (anno 1278) nelquäle venne grandemente favorito Pele-mento popolare, essendo stati espulsi inobili di Ospizio che tenevano per parteguelfa. Quelle nuove leggi furono chia-mate Statuta societatis popularis. Ebberopoi i Saviglianesi a premunirsi eontro ilmarchese di Saluzzo Manfredo IV che mi-nacciava di occupare le loro terre, e s’uni-rono nel 1298 in lega difensiva ed of-fensiva con Alba , Mondovi e Cherasco, enel 1303 nuovamente coi due ultimi nomi-nati, nonche con Asti . Altesero poscia acompilare nuovi statuti (1504) allo scopodi prevenire ogni disoi'dine e di favorireil loro commercio. Immemori perö diquanto era loro costata la libertä, nel 1305vi rinunziarono sottomettendosi a Raimon-do Berengario quintogenito di Carlo II , in-veslito dal padre del contado del Piemon-te. Morto Berengario e succedutogli Ro-berto terzogenilo del inedesimo Carlo, nel1309 giuraröno sonnnessione ad esso Ro-berto, ehe dappoi fatto re per la morte delpadre, venne in Piemonte nel 1310 e fuaccolto in Savigliano con grandi dirno-strazioni di gioja dai nobili d’ Ospizio.Ma in detrimento di Roberto, Enrico VII di Lucemburgo, pei diritti vantati dal-P Impero sulle terre del Piemonte , inve-stiva di Savigliano, Fossano, Alba , Mon-dovi e Cherasco il marchese di Saluzzo.Costui, non trovandosi abbastanza forteper contendere il dominio di que’ luoghia Roberto, cesse i diritti conferitigli dal-l’imperatore al principe Filippo d J Acaja,che per poter resistere al re di Sicilia fece lega con il conte Amedeo VI di Sa-voja (1313). Ma Roberto mise in piediun poderoso esercito sotto il comando delconte Squillace, il quäle venne a porreil suo quartier generale a Savigliano; epoco dopo mandö altre schiere capitanatedal siniscalco ügo del Balzo. Le truppedi Filippo d'Acaja, del conte di Savoja edel marchese di Saluzzo s’ accoslarono aSavigliano e la cinsero d’assedio, ma sen-