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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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lonlano. Pensale al!a facililä con che gliawersarj di Roma in quest’epoca sparge-vano le proprie doUrine e sovratullo pen-sale aha condizione degli animi neH’allaIialia

« Tulti i fatti positiv i sancili dai docu-menti slorici senza eccezione che sia, sonoposteriori al 1170, eine a Valdo. ITia diquest’epoca non ve ne ha im solo: accen-natemi il minimo lalto che la preceda edepongo iinmediatanienle le arnii. Voi miparlate di una holla di Urhano II, ove siricorda la valle Gironlunu siccomo nnfocolare di Fresia nel 1000. Vi rispon-dero dapprima che non ho mai prclesoche non vi sieno state manil’eslazioni an -ticaltoliche [irima di Valdo; ina per ista-hilire una connessionc islorica posiliva cduna identilä perfetla Ira le dollrinc fa-rebbe " che l'ercsia, di .cni la pre-cielta vallata era il focolare, fasse la slessadella valdesc ».

« Conceden'do pure che si tralli di unaeresia analoga alla dollrina valdese, que-slo proverebbe sollanlo che prima diValdo v’ ebbero degli uomini che crede-vano qualehe cosa somigliante a ein chePietro Valdo ha credulo; ma.conchiuderepoi che i Valdcsi sono i disccndenli dicodesli uomini (lalle diverse crcdenze, que-sl’e davvero fare un grau sallo nella pro-va «. Medesimamente disrorrc 1'Herzognella sua opera assai crudila slampala rtvcentemenle in Halle ( t<SK5 ) che porla alitolo: I Haldasi Romani {Die Romani-sche fDahlenser), nella quäle alTenna chegli scriili piü anlirhi che risgunrdano iValdesi e si Irovano dispcrsi a (iincvra,a Dublino, a Cambridge eil allrove, nonaseendono obre al sccolo Xll: indi li di-mostra inlerpolati a lempi piü vieini, in-terpoluzioni, conchiudc egli, che indus-sero in errore Lct/ero il primo, posciagli slorici piü moderni Mdnaslkr, llahn,Muston cd allri.

Dopo codesli cenni sarebbe fuor di Idogoin questo arlicolo disculere davvantaggiole diverse opinioni ehe-diedero argomenloa dispule diulurne, cd olTerscro materiaa volumi ne leggieri, ne poclii. Che chene sia adunquc di codesli fatti, diremoche sovr’essa la ridente ciltä di Pinerolo v'hauno due val li meritevoli (bessere vi-silate dal forestiere: l’una che scorge aFeneslrelle, l’allra a Torre. Fra Funa el’allra valle si e propagata la famigliavaldese con le proprie scuole, i ministri,i suoi templi.

Le due valli sono bagna'e, quesla dal

ST (TI SAROI

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Chiusone o Cliisone, quella dal Pellice,nel quäle solt’esso il paese di Torre en-Ira l’Angrogna, fiumicello e insieme tor-renle che scende dalla vallala di queslonomc memore di lolle dolorose.

La diligente cidlura di codesle valli,l’induslria che non paga di averle ador-nale, ove il clima lo permelte, di vignelie vesfile di opporlune forcsle; le animödi fabbriche deslinale a lavorare le sele,le Jane, i coloni, le bellissime pietre edi marmi che si traggono, e con maggioreprofillo ancora Irar si potrebbero dallesue cave offrono al viaggiatore argomentodi piacevole e soddisfacente varietä.

Scorgcsi poi, curioso conlrasto! in que-slo o quel paese (die affacciasi dalla via,in su del colle o per rnlro la non lon-tana vallala, l'uno rinconlro all'allro, duetempli con le lor lorri, in qualehe silonon moHo diseordi nclle forme, destinatiad aecogliere le due famiglie divisc nellacredenza: i callolici ed i valdesi.

Cki'.dp.vzi:. — Delerminarc neUamenlesecoudo la diversila de’ lempi le diversecrcdenze valdesi e le varie seile a cni siappigliarono e cosa (roppo difficile nellaoscurila in che si avvolgono quesli fattie nelle frequenli- conlraddizioni degliserillori.

Consullali i principali di essi c, i do-cumenli conlcmporanei e ripelcndone daPielro Valdo la• origine ne verrehbe checgli, codeslo rilbrmalorc, dopo di avervendulo il suo palrimonio e getlalone aipoveri il prezzo in solle medesime vieper inegüo allcsfarne lo spregio e mo-strare l’osservanza della perlezione.evan-gelica, si accinse alfapostolieo minisleropredicando pubblicamente e raccogliendoa se dinlorno grau numero di personed ambo i sessi, cui consigliava d’imitare ilsuo esempio, faeendo di essi allrcllanlinuovi prediealori delle sue dollrinc.

Pare che a norma dcgl’ insegnamenlidel macstro i discepoli predieassero: nonessere sacramenli la penitenza, il inalri-monio c l’eslrema unzione; negassero lainlercessione dei sanli; disprezzassero labenedizione del pane, doll'acqua, de’vasi,degli ornamenti e le altre cerimonie ec-c.lcsiasliche; eecetluarsi lullavia la bene-dizione che si fa dal minislro nella eon-secrazionc si del pane, come dtd vino,cui Valdo preseriveva, recilandq tre vollel’orazione doineuicale; rigeltassero i! sim-bolo degli aposloli e la salulazione angc-lica. Vo'leva la eonsecrazionc del pane sifaccsse unicanicnlc il giovedi Santo; per-

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