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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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diese üi S. Damiano, ai quali do-vrä constare essersi il tutto demo-lito e restituito ali’antico essere,e(■om’erano avnnti che fossero for-tificati.

IV. Li prigionieri delle valli nel mede-

simo tempo sarauno rimessi a Lu-sern» in liberlä.

V. Alli 22 suddelto , venerdi, dovranno

eosliluirsi gli uoinini di detle valli,deposle lo anni, cd essersi ridoltiin istato pacifico di nhhidire e ibanditi esser partiti.

VI. Cid falle il signor niarche.se di San

Damiano farä deniolire i suoi for-tini, ridotli e barricate di qiialun-que sorla e ritirerä le truppe.

VII. S. A. R. mandera il signor barone e

senalorePeracchino sopra del luogoper provvedere confornie a giusti-zia per 1’indennizznzione di quelliche consterä ehe siano stati dan-nificali duranle la Iregua da quelliche lianno iuferilo i danni. e cidsommariamenle senza aimnellereappellazionc alcuna.

1068, 16 aprile. — II marcliese di Pia-nezza alla lesla di due reggimcnli entranelle valli di Luserna , c ne siegue san-guinoso combaltimento e strage dei \al-desi.

1668, 16 inaggio. — Diego da Valdierie Clernente da ßressanone prediealoredell’ordine de’Riformali sono uccisi daiValdesi in S. Secondo presso Pinarolo.

1670, 10 febbrajo. — In onta a’patli,ch’ erano stali precedentemente sancili,v’cbbero dispareri e ricorsi, fiiiche ilduea nell’anno e giorno preaecennati pre-scrisse all’intendenle di giustizia, I.uigiReccaria,di costringere i Valdesi ad adem-piere le condizioni imposte. L’inlendentcscrisse nel medesirno senso a’ Valdesi chesoMomisersi , per cui ebbero pareechieconcessioni. Sollievo delle imposle 26 inag-gio 1670. Liberlä di commercio e di in-duslria 22 ruaggio 1672. Autorizzazionedi portar arini 9 luglio, ed altre.

1670, 18 febbrajo. — E’ posto in ese-euzione il giudizio di Luigi XIV toc-canle gli erelici ribelli da Maria Giovannadi Savoja.

1679. — Fondazione in Pinerolo del-1’opera del Rifugio ed ospizio pe’cattoliz-zati e cattolizzandi, destinato a riceveree soccorrere tutti che volessero abbando-nar il culto valdese per abbraceiare ilcattolicismo.

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1679, 19 dicembre. — La relazione slo-rica della demolizione de’ tempj valdesinelle valli di Pragellato solto di queslogiorno narra che Simone Ronde pubblicüun decrelo che proibiva agli eretici diriunirsi fuori dei luoghi assegnati alla re-sidenza dei ministri, e ordinava che fos-sero atterrati li einqnanta o sessanlapic-coli lenipli che avevano sparsi qna e läper la valle. Gli arehivj della ciltä di Fi-nerolo conservano nn processo verbaledella demolizione di qnesti ternpli.

1688. — Di quest’anno Gianavello dalproprio esilio scrisse a’ snoi correligio-narj una lettera nella qnale da loro i piüminuli consigli inlorno alle misure daprendersi nel caso die si venisse ad unarolta col duca e fosse mestieri di pren-der l’anui. Descrive lo posizioni piü irn-porlanti delle valli, quelle cui e d’ ttopoibrtificare per difendersi , P altre cui ed’uopo nuinire per ricoverarsi. « V<>isiete, ei conchiude, uomini operosi e ro-husti: non risparmiaie dnnque ne solle-ciludini ne lätiche per erigere barricalein ogni Inogo che lo credialc opportun«,lagliando le slrade e abbatlendo gli alberiper impedire il passo ai nemici ».

1688. — Negli arebivj veseovili di Pi-nerolo , sotto alla dala di queslo anno ,trovansi raccolti parecchi documcnli clierisgunrdano la reiigione valdese per grauparte d’inlerdizione in queslo o quel luogodiverso. Havvi pure un ordinamenlo cherevoca 1’cdillo di Nantes e proibisce l’c-sercizio della pretesa reiigione riformatain tutta la Francia , anche di qua daimonti.

1688, 12 oüohre. — Luigi XIV , rivo-cando l'editlo di Nantes , scrisse al mar-chese d’ Arcy suo ambasciatore a Torino di aver dato gli ordini opporluni al si-gnore d’Harleville, luogotenenle del re aPinerolo , di lentare la conversione dellevalli soggette al suo dom in io (Perosa, Pra-gellato, Gezana, Usseaux , Meana. Exilles,Traverse, Salberfrano, Bardoneceia), e, sic-come codesle valli erano limitrofe a quelledel Piemonle; cosi scriveva che, avendoi duchi di Savoja sempre tollerato conpena l’esercizio della religion prolestante,esortava il principe a servirsi nei proprjStali delle medesime niisure, non dubi-tando che sortirebbero il medesirno ef-fetto. Il duca rispose all’ambascialore diFrancia ch’era mestieri esaminare matu-rainenle la cosa, avvegnache li suoi pre-decessori l’avessero piü volte tentata inu-tilmente, promovendo anzi con ciö gravi