Band 
[Volume parto. Parte seconda.]
Seite
LXXXV
JPEG-Download
 

PREFAZIOKE

LXXXV

Alivesi, eletto a conmiissario, trasse sotto fintc parole i promolori del malcontento nel-l’Isola Rossa, ed ivi toltasi la maschera, li assali improvvismente facendo orribileslrage degli ingannati.

Ii tradilore Olivesi ebbe in compenso alcuni feudi; fra i congiurati era l’otluage-nario uiarchese di Cea, zio della astuta donna Erancesca, che seppe cosi bene masche-rare il proprio delitto, che fu egli barbarauiente trascinato al supplizio.

Inlanlo a cagione della successione della Spagna ardeva la guerra in tultal’Europa;Carlo d’Austria, che fu poi Carlo VI, inandö una potenle armata in Sardegna , impa-dronendosi di Cagliari. II tratlato d’Utrecht del 1714 assicurö a lui slesso il possessodell’isola.

Passarono appena tre anni, che, grazie alle mene del cardinale Alberoni, potenlis-simo alla Corte di Spagna, un colpo di inano gellö improvvisamentc in Sardegna letruppe spagnuole capitanate dal uiarchese di Leida , che veleggiavano nei mari diLevante conlro i Turchi.

Questa improvvisa occupazione riaccese la guerra europea , che perö durö ben po-co, perchi col tralialo di Londra del 1720 fu rifatla la pace.

Egli 6 in forza di questo trattalo che la Sardegna passö dalle inani degli Spagnuolialla Casa di Savoia, in cambio della vieina Sicilia .

Viltorio Amedeo 11 fu il primo della sua Casa che porlö il litolo di re di Sardegna .Suo primo pensiero fu di migliorare le condizioni dell’isola, quantunque, in mezzo ailurbamenti della penisola italiana , non potesse cavarne gran frullo.

Carlo Eraanuele III, successo al padrc, si occupö a far risorgere 1’ agricoltura, ilconnnercio, le scienze, sieehü nei quarantacinque anni del suo regno la Sardegna pro-gredi neH’incivilimenlo, grazia principalmente agli sforzi dell’ ultimo minislro conlellogino.

Sopravenne la rivoluzione francese. L’ammiraglio Truguet , occupale le isole di SanPietro e di S. Antioco, tentö uno sbarco in Sardegna . 1 Sardi opposero una forte re-sistenza, e la flotla nemica, travagliata anclie dal mare, dovelte partirsene senza averfalto nulla.

11 re volendo premiare ii valore e l’aUaccamento dei Sardi, questi mandarono unadeputazione a chiedere la convocazione del Pariamento. Non essendo stata aceordata,gl’isolani insorti, obbligarono a fnggire tutli quanli, non nali nell’isola, erano al ser-vizio del re. Ne l’arrivo del iiuoyo vicere, conle Yivalda, fu sufficienle a comporre glianimi, e uella esplosione del B luglio 4799, il marchese della Planargia , generale dellearmi, ed il cavaliere Pilzolu, intendente generale del regno, caddero vitlime del furorpopolare.

Per la inlerposizione del ponleGce Pio VI si venne finalmente agli accordi, e (ultoritornö suH’antico piede.

Nei 1798, essendo gli Stati conlinentali invasi dai Francesi, il re Carlo Emanuele IV si riparava nell’isola, aspellando tempi migliori per ritornare sul suo trono, come dif-fatti avvenne F anno di poi. Ma nei 1802, abdicala la corona a favore del proprioliglio Viltorio Emanuele, si ritrasse alla vita privata in Roma .

Ma il suo successore non fu piü felice : che nei 1806 dove anch’ egli tornare inSardegna , dove approdö il 17 febbraio. Nei tcmpo in cui vi si trattenne, organizzöuna milizia nazionale e crebbe la reale marineria, che in piü sconlri con gl'lnfedelisi coperse di gloria.

Nei 1814 la regina Maria Teresa ebbe la reggenza dell’isola, inlanlo che il re Vit-torio rienlrava, festeggiato dai suoi popoli, nei possesso dei suoi Stati.

Nell'anno seguente i Corsari Tunisiui occuparono improvvisamente l’isola S. An-tioco , massacrando parte della popolazione e traendo l’altra schiava.