Hel eatnpo delle T n keghe. - Rodolfo di IVIaPfnels.Massimiliano in Venosta.
Inseguiti i Cesarei sino a Schlanders, presa Mais e Glurns, iGrigioni si abbandonarono ad ogni sorta d’eccessi, non facendo prigioni,ma « amazando tuti li masculi da dece anni in suzo » (Doc. 29).Tentarono anche di impadronirsi del castello di Churburg e del castellodi Retondo, ma trovandoli fortemente presidiati e muniti d’artiglieria,non riuscirono nel loro intento.
Dopo la morte di Benedetto Fontana, assunse il supremo comandoPaolo Ercole di Capol, che a notte ricondusse i Grigioni a Mais, in-vitando i capitani ad un consiglio, per decidere come proseguire lacampagna; nacquero subito fiere dispute e tu grande tumulto nelcampo. Gli Engadinesi, volendo vendicare gli incendi e le stragi dellaloro vallata, consigliavano d’inseguire il nemico a Merano od a Trentodevastando il paese ; altri capitani stimavano pericoloso tal partito,perchè P esercito cesareo di Landeck avanzando su Nauders, po-teva loro chiudere la via del ritorno; i capitani di Coira e Mayenfeldinquieti per la massa degli Imperiali a Feldkirch, non volevano allonta-narsi dai confini, raccogliere invece il bottino e ritornare alle loro case.
Ma ecco sorgere un valoroso e rispettato capitano, Rodolfo diMarmels, il quale coraggiosamente osa parlare ad essi, ancor lordi delsangue nemico, in nome dell’ umanità. Rodolfo di Marmels merita ilposto d’onore fra gli eroi di questa giornata, onorando atto sì ma-gnanimo un’ intera nazione. Disse che venuto per combattere i nemicidella patria, ovunque andrebbero li avrebbe seguiti, ma che per T av-venire dovevano astenersi « di bruxare gexe, sforzare done et amazareputi » perchè Dio non tollerando simili peccati li avrebbe puniti,