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e riunite le sue bandiere protestò sarebbe partito, se con giuramentonon promettevano di comportarsi più umanamente (Doc. 55).
Dopo lungo contrasto prevalse il consiglio di non lasciare i confini.I Grigioni occupato il bastione, s’accamparono in luogo forte « traMais et il bastione sopra uno dosso, dove hano facto uno riparo chepono andare al Monastero a suo piacere » (Doc. 28) ; duemila Enga-dinesi guardarono il passo di Nauders (Doc. 34), alcune bandiereSchlanders e senza contrasto il resto dell’ esercito corse tutta Venostasaccheggiandola e ( I49 ) trucidando quanti scampati alla battaglia lu datotrovare ; a sera ritornavano all’ accampamento, per uscirne il giornoseguente a devastare la valle.
Coll’ annuncio della vittoria mandarono i Grigioni l’ordine, andassechiunque potesse reggere al viaggio a Santa Maria, per trasportare ilbottino (Doc. 52), e raccolte in quella terra 1’ armi, le munizioni, ilbestiame e tutta la roba e mercanzia predata, le donne ed i cavalliincominciarono a someggiarle nell’Engadina.
Scavate delle grandi fosse seppellirono i loro morti, i Cesarei ingran parte rimasero sul campo; i feriti li avviarono a Zuz, chiamandocerusici sin da Chiavenna per curarli; ed erano tanto numerosi che ottogiorni dopo ne giacevano ancora cinquecento nel campo di Zuz (Doc. 57).
Abbandonata la grossa artiglieria, di là dei monti trasportaronosette bombardelle c quattrocento schioppetti; delle bocche da fuococome pure di 5000 capi di bestiame raccolti in Venosta, dovevadisporne la dieta di Coira.
Al 25 di maggio confermandosi la notizia che gli Imperiali in-grossavano a Feldkirch, le bandiere di Coira vollero partire. Ritirate letruppe che guardavano i passi, decisero di sciogliere il campo eche ognuno andasse col bottino alle sue case per ristorarsi;quanto non poterono trasportare abbruciarono, le bombarde e lagrossa artiglieria cesarea resero inservibili ; Laatsch, Glurns, Maiserano consunte, gli Engadinesi ultimi a ritirarsi, altre terre diederoalle fiamme : Schlanders, Laas, Schluderns, Lichtemberg, Stilfs, Planil,
(149) Ponte di Valtellina, 29 maggio, 1499. = Serafino Quadrio al ducadi Milano. = A Merano i Cesarei ingrossano e sono quasi 10000 « ad ognifiora ne gionzano con bono animo »; accenna allo gran quantità di vettova-glie esportate dai Grigioni « de quelle hano sachamanato ». Ha mandatodue buone spie nel campo Cesareo, presso alcuni suoi parenti che sono aquell'impresa, ed una vi resterà, l’altra a cavallo porterà notizie.