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Pel quarto centenario della battaglia di Calven e Mals 22 Maggio 1499 : secondo le relazioni degli ambasciatori milanesi (con alcuni documenti inediti sulla vittoria degli Svizzeri a Dornach) / E. Motta & E. Tagliabue
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Prad, Tschengls, Scheis e Tartsch, quella notte con sinistri bagliori illu-minarono Venosta; solo venne risparmiato dal fuoco e dal saccheggio Bur-geis, avendo i suoi abitanti dato aiuto agli uomini delle Tre Leghe (Doc. 29).

Levato il campo alla serra di Calven, ripassarono i Grigioni al26 maggio, giorno di domenica, i monti di Valdera, ed a Zuz d En-gadina tennero consiglio, parte dei fanti licenziando, con ordine di tro-varsi la domenica successiva a Coira, ove i messi di tutte le comunitàterrebbero una dieta. Le genti dEngadina si fermarono a Zuz perguardare i passi da ogni sorpresa.

Al 29 maggio giunsero i Poschiavini alle loro case ( 5 ) e 40Mesolcinesi scesi in Bregaglia, mandarono a Chiavenna due messidomandando libero passo (Doc. 35). Dovevano assicurarsi se i Cesarei0 i Ducali avessero fatta massa di gente per invadere il Rheinwald,

(150) Tirano, 5 giugno, 1499. = Badino da Pavia al duca di Milano. I

Poschiavini andati in Venosta sono 200, ed in parte arrivarono la sera del 22maggio a Mais. A Pos'-hiavo rimasero 300 uomini per tìmoie dei ducali.Anche il Baldo avevi avvertito il duca al 19, che: « 200 homini de Pusclaviosono comandali per andare in campo in favore de Grisoni, la quale cosa epside Pusclavo fano molto male volontera ».

Secondo il Bossi (manos. nell Università di Pavia citato dal Robolini,Pag. 194 del Voi. 5 P. I) Budino sarebbe Bernardino Beccoria, capitanoducale, il quale con Ottaviano Sanseverino al 2 agosto 1499, fu fatto pri-gione dai Francesi, a Valenza, la quale fu consegnata per tradimento diquel castellano. Il Corno però la cilo come Badino Pavese. Un nuovodocumento ci permette precisare il cosato di Badino completando la nota18 a pag 18. Nel Registro ducale N. 131 fol. 169 si Irova una petizione del 11oprile 1499 al duco, di « Radino de Papia capitano de la vostra guarda » nellaquale egli domanda 1 afflilo di una possessione « la divisa » dell abbadia diSan Lanfranco, silo nella campagna pavese, già goduta da suo padre Maffeo.Nella risposta transcritla nel Registro , il duca lo chiama: Badino de Pal-lavicini de Caspano (forse errore del copista - per Scipione) capitano deiprovvigionati. alla nostra custodia ». Badino fu fra i fedeli che seguironolo Sforza ad Innsbruck, ed allorché il Moro ritornò nel gennaio 1500 inLombardia, Badino comandava lavanguardia ducale che si impossessòdi Chiàvenna. Lo Scanagatla che comandava un grosso corpo Svizzero,con un ardito colpo tentò riprendere la terra e quasi gli riusciva farprigione Badino ed il Moro. Badino apparteneva quindi al ramo dei Pal-lavicini stabilitisi a Pavia, verso la metà del secolo XV e che discendevada Pietro Pallavicino Marchese di Scipione primo commendatore dellab-bazia di S. Lanfranco, già detta di S. Sepolcro in Pavia (1480); Maffeo, Badino, nel Litta figurano nella genealogia dei Pallavicini.