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vola di Careggi villa fuora di Fiorenza dell’ illustris. oasa deMedici. Similmente Lodovico da Luano e Pietro Christa et maestroMartino ed ancora Giusto da Guanto , che fece la tavola dellacomunione del Duca d’ Urbino ed altre pitture, ed Ugo d’ Anversa ,che fe la tayola di sancta Maria nuova di Fiorenza. Questa artecondusse poi in Italia Antonello da Messina , che molti anni con-sumö in Fiandra et nel tornarsi di quä da’ monti, fermatosi adabitare in Venezia , la insegnö quivi ad alcuni amici.
ed. T. p. 379. Antonello da Messina pittore.
[In den ersten Absätzen der Biographie schildert Vasari die Unzu-länglichkeit der alten Temperatechnik und die wenig erfolgreichen Be-mühungen, dieselbe durch eine bessere, welche einen flüssigen Auftraggestatte und haltbar sei, zu ersetzen. Nicht in Italien allein, sondernauch in Frankreich, Spanien und Deutschland grübelten die Künstlerüber diese Dinge nach. — Br fährt dann fort:]
Avvenne in questi tempi che esercitandosi in essa in FiandraGiovanni da Bruggia pittore molto stimato in que’ paesi per labuona pratica, che egli in quel mestiero aveva acquistata con lefatiche de’ suoi studii, et con la frequente imaginazione che delcontinuo aveva di arricchire 1’ arte del dipignere. Avvenne dicomentre che e’ cercava di trovare diverse sorti di colori, dilettan-dosi forte della archimia et stillando continovamente olii per farvernice et varie sorti di cose, come suole accadere alle personcsofistiche; che avendo egli un giorno in fra gli altri dipinto unatavola, durato in quella molte fatiche et condottala con una dili-genza a la fine che gli piaceva; le volse dare la vernice al sole,come si costuma alle tavole; et cosi vernicata et lassatola che ilsole la seccasse, fu tanto violente quel caldo o che il legniame fassemal commesso, o pur che non fasse stagionato, che ella si apersein su le commettiture di mala Sorte. Laonde visto Giovanni ilnocumento che gli aveva fatto il caldo del sole, deliberö che maipiü li facesse tal danno; e recatosi non meno a noia la verniceche il lavorare a tempera, cominciö a pensare di trovare un mododi fare una Sorte di vernice, che seccasse a 1’ ombra senza mettereal sole le sue pitture e cosi sperimentato diverse cose et puree mescolate, alla fine trovö che 1’ olio di seme di lino e quellodelle noci ar ftanti che ne provö erano piü seccativi di tutti glialtri. Questi dunque bolliti con altre sue misture gli fecero lavernice che egli stesso desiderava. Et cosi fatto sperimento oltrea quella, di molte cose, vide che il mescolare i colori con questesorti d’ oli gli dava una tempera molto forte, che secca non temcva