¥
ì°
alci non rìfinano di ammirarne la bella, ed esat-ta descrizione, che ne fa Virgilio (/) :
Quìnque tenent caelum Zonae ; quartini una coruscoSemper sole rubens, & torrida femper ab igni :Quam circum extremae dextra laevaque trahuntur ,C 'etulea glacìe concretae, atque imhribus atris •Jias inter mediamque, duae mortalibus etegnsMa nere concessile divum ; et via secta per ambas»Obliquus qua se signorum verter et orda.
Or se, oltre la distinzione delle zone, la divisio-ne del Zodiaco in dodici parti fu presso gli Egi-ziani di antichissima data (19) ; di più remotaantichità senza dubbio dovette essere la cogni-zione del moto annuale del sole , e la determi-nazione dell” 1 equatore , le quali nozioni di neces-sità bisognava che precedessero per venirsi all’operazione di dividere il Zodiaco . Da tutto ciòai deduce che fìssati i circoli maggiori della sfe-ra,
(1$) Basti ricordare il famoso cerchio, se pure nonvoglia dirsi sfera di oro , che ammiravasi nelmausoleo di Osimando Re di Egitto, descritta daDiodoro Siciliano Bìbì. L. I. p. 59 . Amstelodamì3746. Essa, oltre al segnare j gradi del sole nelcorso annuale , mostrava parimente il nascere , e ’1tramontare degli altri astri colle rispettive indica-zioni in ordine alle meteore.
(s) Georg . L. I. v. 233.