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ro dèlia città , giacché giusta le parole di LeonBatista Alberti (1) : Magnas enim afferunt cloa-■cae cammoditates , et ad verbis lautitiam , et publìcarum , privatarumque aediurn rfiunditiem , etderis salubrìtatem sinceritatemjue non injleietidam.Agli sforzi di Tarquinio Prisco corrispose il suc-cessore Tarquinio Superbo, il quale vi aggiunse uncondotto maestro detto Cloaca Maxima (tri) : laquale raccogliendo le acque degli altri condotti ,che mettevano al Foro, attraversando il Velabroper un cammino di più di duecento passi, sboc-cava nel Tevere . Dagli avanzi finora esistentiscorgesi il triplice arcuato giro di peperini bencompatti, che oggi tiene luogo di fondamento afabbriche altissime. Per l’ampiezza basta riflette-re a ciò, che ne afferma Plinio Qn), cioè che co-modamente vi passava dentro un carro di fienostracarico . Il loro mantenimento fu un oggettodi tanta importanza , che per supplirne le spesesi dovette imporre il dazio detto Cloacarium (©) .Gli orientali poi tuttoché scrupolosi per la net-
tez-
( l ) De Re Aedif. L. IV. c. ?.
(m) Livius L. I. e. 56.
(n) hoc . cit. Strabo L. £. p. SJg.
(o) JLeg. XXVII. L, V, Ùig. de Usufrueis