fesi da colline, sì presentavano de" porti conducen-ti al bisogno (58). Dione Cassio (s) descrivendola forma del lido , che percorre dal promontoriodi Miseno a Pozzuoli, rileva di esser fornito ditre così fatti seni : ’Ev rij K vu.y rij Kap.tr avlStywplov fi pe<ra%ù Muniv* Koii IIsTsdXwv pvjvoeiméts Mi * Spetti rs ys trp.mpoì$ naì -vJ/iA-eijfipccyéwv nspieikvi'nTa.i, stai 0 aXaor<rav rpnrXijv JtoX»lysi. Cumae urbs est Campaniae , ibique lo-cus est quidam in lunae formam curvatus interMisenum , et Puteolos . Js enim fere totus monti-bus parvis , ac nudis àrcunidatur , .Jhabetque tres
si-
(58) Mentre si badò a spiare questi comodi recessi,che garentivano le navi dalle tempeste, s’impa-rò anche a scansare i pericoli presso i capi stra-ripevoli, e le scoscese rupi • Così Tacito Annal, L. "IV. p. 134., per non discostarci da’patrj esem-pi , chiama importuosum il mare presso l’isola diCapri. Svetonio in Tiber. c. XL. più chiaramen-te lo spiega : Quod uno parvoque litore adiretur ,septa undique praeruptis immensae altitudinis ru-f ìbus , et profundo maris . Quindi notò Laeerdain Virgilio Aeneid. VII. v. 735. che tal isolaprese il nome di Capri, quod erectae capute spe-derà referat,
(s) Mister. Rotti. U XLVI 1 I. p. 388.