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anche le officine de 1 magnani, e di altri lavoratoridi metalli accoglievano nella notte i poveri , iquali ne 1 rigori dell 1 inverno vi trovavano un cal-do alloggio mercè, il fuoco , che sempre mante-nevano i loro fornelli. Esiodo ( d ) parimente con-giunge i divisati due luoghi precettando :
IIà/> < 5 ’t 9 i 'X.a.\KSlov Sd/Kov , acu iitoLXja Xsiryyv.
Praeteri autem officìnam aerariam, et calidam
tahertiam .
Presso questo autore la voce >-'rryy, viene trado t-rta da’ vecchi interpreti per Kxpuvov, essendone ilfocolare la parte essenziale . Proclo commentandotal luogo afferma % che in Atene vi erano trecen-to sessanta di cosi fatti'ridotti ; il che non deepunto meravigliarci,'dacché sappiamo quanto amas-sero i crocchi , e la conversazione gli Ateniesitra gli altri popoli^ di Grecia.. Eccone le preciseparole: "Or; Sì rSg àXeeivìs o/jtss ol ir/vjjrej aa-‘TsXa^avov, iv o)s cyyx-aQjjfievoi t ’v XaXtaìs tfvav fSijXov • acci ori A itsyes-eaaXìsv tstks * acci yì iv’A Avvali tfcrav roiiroi tottoi , acci wvo ( ad£ovTo As^c ryai, s^aovra acci rpiccaórnoi » Quod dotnos cali-d.is occupaverint pauperes , in qui bus ad confabu~laiiones una sederent, maniféstum est ; tum quod
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(d) Oper . v. 493.