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Capitol II.
bg. i 275dagia, ſiano netti, nuoui, c bipnecert le poſſibile,
ao tutti d argento puro, e forbitoʒpercioche ſe ueeno ui ara, facilinente s impãna, e ne diuenta largẽ0 eonato d nero. Non ha molto, che in queſta cittad Sentil huomo aſſai ricco, dandogliſi in una tazzaende da beremidde,che in tüzza ff macchiana d unAor leqnato oſcuro, ę ſi merauigliò, ma uolſe pureca bere guſtare il dino ilquale incominciò a ra-atle la lingua, e la occa grangemente, e pero uol·fei guſtare iluing, donde quello della tazza era00 toe trouo, che hon haue quella alpreza, miran-tec acdba che ein Bae eee nel bondemolSranella di ſo⁰ef ehe non erano ancora bẽ diiatdez douę eſſendp. 10 chinqato, race della; ghia-Ader inſino a usgti granella diſolimatęsSchaguen-o gran tempo, che quei ignore cra ſtato infermo,Siudicai,e raccolſiche. non era queſta la prima uol-gyche haueano tẽtato dattoſſicarlo, e per queſto ſtamo ad hora infermo, tutto che ſia gran tempo, ch ocOrſe j] caſo. Dico queſto, perclie ſę non fuſſe ſtato,Keie la tazza s impannò, e sinfettòꝭ non i ſaria cono-l uto. E biſogno, che la botte, ci uaſi doue ſi tieneuno, e acqua ſt iano ben turati, perche non u' en-ho cada alcuna coſa ueleuoſa, come per eſſempioragne, ſalamandre, e ſomiglianti animaletti ueleno12 per queſto ꝭ male a bere con uaſi di bocca ſtretcome ſono fiaſchetti, e bomboli; percioche me-no ſi uede ciò che ſi bee in coſa larga,& aperta. Po ·na cane perſone curioſe, lequali riguardando allaen alute, tengono un pezzo di liocorno, con una cane etta d oro legato, accioche ſtia continuamentelacqua, che fi ha da bere,& in ueritd è ben fatto:percioche