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Compendio d'astronomia / J. de Lalande
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$i Compendio d' Astronomìa . Lib. II.

ritardato lungo tempo il progresso de’ buoni lumi : finalmente da un seco-lo circa non vi fu astronomo un poco distinto , che siasi opposto ali’evi-denza del sistema dì Copernico : e questo perciò è quello , eh’ io chiameròil sistema del mondo ; nè parlerò degli altri , se non perché l'istoria deiprogressi dello spirito è sempre legata coll’istoria de’suoi errori.

371. II sistema del mondo , vale a dire, la costituzione , o la distribu-zione de’corpi celesti, abbraccia i pianeti principali , i satelliti , e le co-mete. I pianeti principali sono , i° il sole , o la terra in luogo del solenel sistema di Copernico ; i° mercurio ; 3 0 venere , 4 0 marte ; j° giove,6 ° saturno : i loro particolari elementi, o il dettaglio di ciascuno farannola materia del libro seguente : qui non si tratta se non che della lorogenerale disposizione . La luna è riputata un satellite rapporto alla terra;e come ella sossre delle inegualità d’ una specie tutto differente , farà solala materia del libro IV. la teoria de’satelliti di giove , e di saturno, sa-rà spiegata nel libro IX , e quella delle comete nel libro X.

371. Ma avanti di parlare della vera situazione dell’orbite planetarie,che per esser conosciuta richiedeva delle osservazioni e delle riflessioniprofonde , parleremo di ciò che v’è di più apparente e più semplice daconcepire , e prima dell’ipotesi antica , immaginata per rappresentare ilmoto annuo del sole ; è questo il sistema , secondo il quale Isolo meo emolti antichi astronomi spiegavano la disposizione generale del mondo;passeremo in seguito al sistema di Copernico, e daremo le prove dei motireali della terra , di cui importa che il lettore sia ben convinto avanti dipassare alla teoria de’ pianeti . Il sistema di Ticon-Brahe , posteriore aquello di Copernico , si troverà confutato dalle prove istesse di questo:finalmente i fenomeni, che risultano dal moto della terra , verranno na-turalmente in seguito delle prove di questo moto.

373. I filosofi antichi che pochissimo conoscevano le circostanze delmoto de’ pianeti , non avevano mezzi evidenti per conoscere la veradisposizione delle loro orbine, perciò molto variarono a questo riguardo. Pi-tagora ed alcuni de’ suoi discepoli supposero da principio la terra im-mobile nel centro del mondo , come ciascuno è portato a credere avantid’aver discusso le prove del contrario . E* vero, che dopo molti discepolidi Pitagora abbandonarono questo sentimento , fecero della terra un pia-neta , e collocarono il sole immobile nel centro del mondo . Ma Platonefece rivivere l’immobilità della terra; Eudosso , Calippo, Aristotele , Ar-chimede , Ipparco , Sosigene , Cicerone, Vi travio , Plinio, Macrobio, eTolomeo seguirono questa sentenza , ( Riccioli Almagestum tom. II. pag.276. ) . Si può veder in Plinio ( I. II. c. 22 ) e in Conformo ( de dienatali c. 13 ) la maniera , con cui Pitagora applicava gì’intervalli de’to-ni a quelli delle distanze de’pianeti dalla terra .

374. Tolomeo , che scrisse intorno Tanno 140. di G. C. 0 verso li pri-mi anni dell' Imperator Antonino , è quello che ha dato il nome a que-sto sistema , perché il suo Almagesto è il solo libro dettagliato che ci stapervenuto dell’ astronomia antica .- cerca di provare in due capitoli diquest’ opera > che la terra è veramente immobile nel centro del mondo,

e met-