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Compendio d'astronomia / J. de Lalande
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Del fi/ìema del Mondo. 9 5

e mette gli altri pianeti intorno d’ella con quest’ordine : la luna , mer-curio, venere , il sole, matte, giove, saturno . La principal ragione diporre mercurio e venere sotto il sole era di seguire in ciò il sistema piùantico , e di porre il sole in mezzo dei pianeti , in oltre di porlo tra ipianeti, che poco se ne scostano , e quelli che talora gli vanno opposti.Quanto a questi tre altri pianeti pensò che dovevano esser tanto più vi-cini a noi, quanto meno durava il loro corso : questa legge almeno eraindicata da 11’ esempio della luna , che girando molto più presto del sole,era manifestamente a noi più vicina, poiché sì sovente ecclissava il sole:vedeva anche saturno essere il meno luminoso di tutti i pianeti , ciò cheIo faceva presumere il più rimoto , nel mentre che era anche il più len-to. Io riduco a questo le nove ragioni apportate dal P. Riccioli nel suoAlmagestum novum ( T. II. pag. 279 ) in favor di questa parte del si-stema di Tolomeo . Esso è espresso nella fig. 40 secondo il Lib. IX.dell’ Almageslo di Tolomeo ; ogni pianeta è marcato nella sua orbita colsegno che gli conviene ( 8; ) , e però questa figura non ha bisogno dispiegazione.

375. Platone aveva cangiato qualche cosa nel sistema di Pitagora ;molti autori dicono , che metteva mercurio e venere di là dal sole ; lasua ragione, dicono , era , che venere e mercurio non avevano mai ec-clissato il sole , ciò che doveva seccedere se questi pianeti fossero come laluna più baffi del sole . Questo sistema fu sostenuto da leone nel suocommentario dell’ Almagesto , poscia da Gebcr , il solo tra gli Arabi chesi sia scostato dal sistema di Tolomeo.

3 76. I primi osservatori rimarcarono certamente che venere non s’allontanava mai dal sole, che d’in circi 45° ; era però naturale di cre-dere , che se girasse come il sole intorno la terra , farebbe stata spessis-simo opposta al sole, o sia lontana di x8o° ; perciò gli Egiziani immagi-narono che venere doveva girare intorno del sole come in un epici-clo , con che spiegavano benissimo perché compariva più , 'o meno bril-lante in certi tempi, senza mai cessare di accompagnar il sole, e lo stes-so era di mercurio . Macrobio racconta con elogio questo sentimento de-gli antichi Egiziani, ( Somn. Scip. Lib. I. c. 19. )

377. Cicerone, facendo parlar Scipione sul sistema del mondo , sembradire , che le orbite di venere e di mercurio accompagnano , e seguono ilsole ; hunc ut comites fequuntur Veneri* alter , alter Mercurii cursus( Somn. Scip. ) Vitruvio dice formalmente , che mercurio e venere cir-condano il sole, e girano intorno il suo centro , ciò che produce le lorostazioni , e le loro retrogradazioni apparenti ( Archit. lib. IX. c. 4 ),di modo che Vitruvio si può considerare come uno degli antichi , cheanno sostentato il sistema degli Egizj. .

? 78- Marciano Capella , autore che si crede aver vissuto nel V. seco-lo , sviluppa ancora meglio questo sistema , e v’ è un capitolo espressonelle sue miscellanee , di cui questo è il titolo : quod tellus non fit cen-trum omnibus pianeti* : spiega benissimo in questo capitolo , che le orbitedi venere e di mercurio non circondano la terra , ma solamente il fole,so : eh’