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Compendio d'astronomia / J. de Lalande
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i 0i ^ Compendio d' Jlftronomid . Lib. IL

trottola si alteri; si può slanciatela trottola in qualunque direzione, senzache perciò cessi di girare sullo stesso asse. Una palla di cannone gira qua-si sempre sul suo aste , ma ora in un senso , ora in un altro , secondogli ostacoli incontrati nell’uscir dal cannone; ciò non è incompatibile coll'esplolione , nè punto ne dipende. Vedete li nouvcaux prìncipe s di' artilleriede Robins, tradotti dal Sig. Dupuy 1771.

40 6. Ticone credeva trovare nelle comete un' obbiezione astai fortecontro il sistema di Copernico , dicendo che non erano affette dal mo-to annuo della terra . Questa obbiezione era certamente grave ; e se fostestata vera sarebbe stata senza replica ; ma Ticone aveva osservate pochecomete; se avesse veduto quella del 1681 , di cui la strada è così com-plicata e bizzarra in apparenza , che il Cassini ne fece due comete diffe-renti , ma che diventa una curva regolare tenendo conto del moto dellaterra ; se aveste veduto quelle comete , di cui la strada tortuosa è rap-presentata coll’ ultima precisione con una sola curva , descritta intorno ilsole , e combinata col moto della terra., come si vedrà nel libro X ,avrebbe mutato linguaggio ; e ciò che fu per lui una ragione di riget-tar il sistema di Copernico , sarebbe stato ali’ opposto la più forte dimo-strazione ,

497. Ticone per far girar î pianeti intorno il sole , era obbligato d’immaginare una spezie di forza centrale e magnetica , una tendenza oc-culta verso que ss astro ( epìft. ajìron. p. 148 ) . Concepiva dunque unacerta forza di connessione tra i pianeti ed il sole , come si ammette ge-neralmente a’ nostri tempi ( 999 ) ; or questa forza s’estende dal sole si-no a saturno , che vuol dire , ben di là dalla nostra terra . Come dun-que immaginare , che la forza del sole , capace di ritenere dei pianetipiù grossi della terra , a maggiori distanze , non poteste niente sulla ter-ra ? e che ali’opposto il sole , armato di questo vasto corteggio , esten-dendo la sua forza sino ali’ estremità di questo immenso sistema , fostenon ostante sforzato a girar incestàntemente intorno questa terra cosìpiccola , e meno lontana dei pianeti , ai quali estende la sua azione ? E'chiaro, che nel sistema di Ticone è questa una vera assurdità.

408. In materia di fisica non si può dare una dimostrazione rigorosae precisa , come nella geometria pura . Se un uomo posto fortuitamentee da bambino in un naviglio sopra un fiume si fosse fortemente persua-so da qualche motivo di prevenzione , che questo naviglio è immobile ,vedendo in esso tutto restare a suo luogo ; si avrebbe bel mostrargli laterra, le rive, gli alberi in moto; dirgli , che tutto questo non potrebbemuoversi d’accordo ad una parte; che il solo moto del naviglio è la ca-gione di queste apparenze , e basta a spiegarle ; se non ha mai provatoegli stesso scendendo a terra , nè veduto mai il naviglio moversi sull’acqua ; se anche cento volte sente a dir il contrario , potrà sempre ri-spondervi , che forse avete ragione , ma che non ha mai provato , sequesto sia vero . Tal è il caso del filosofo , che volesse dimostrar al po-polo il moto della terra : gli farà vedere migliaja di stelle , che pajonoavanzare dal)’ istessa parte , benché in distanze prodigiose le une dal!' al-tre ;