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Compendio d'astronomia / J. de Lalande
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Moti della Luna . i 5 r

è accompagnata da una debole luce sparsa per il resto del disco , e chesa vedere tutta la rotondità della luna , e si chiama luce secondaria . Laterra riflette la luce del sole verso la luna , come la luna verso la terra :quando la luna è per noi in congiunzione col sole , la terra è in opposi-zione per està ; per un osservatore che foste situato nella luna , sarebbepropriamente piena terra come dice l’Hevelio ; la chiarezza della terrasulla luna è molto più grande di quella della luna sulla terra , perché laterra è molto più grande ; e perciò questo lume secondario si rende sen-sibile a noi e ci fa veder tutta la luna . Si vedrebbe tutta in congiun-zione , ma allora il sole col suo gran lume astòrbe questo lume più debo-le , né si scorge , se non dopo finito incirca il crepuscolo.

L’istesso lume secondario ci addita un altro fenomeno ; questo è la di-latazione apparente della falce luminosa , che pare aver un diametro piùgrande che il disco oscuro. Proviene ciò dalla forza d’un lume forte po-sto appresso d’ un lume debole ; la falce luminosa sembra gonfiata per unaespansione di luce che si spande sulla retina , e dilata il cerchio lunare ;

I aere ambiente rischiarato dalla luna accresce insieme questa illusione .

554. Il lume della luna non contiene verun calore: Il Sig. Tschirnau-sen coi suoi vetri ardenti non potè renderlo sensibile ( Hìst.Jlcad. 1699 ).

II Sig. De la sdire il figlio espose lo specchio concavo dell’osservatorio

che ha 3 j pollici di diametro ai raggi della luna piena , ristrinse i rag-

gi in uno spazio 306 volte più piccolo che nello stato naturale ; non ri-stante questo lume concentrato non produsse il minimo effetto sul termo-metro del Sig. Amontons , che era sensibilissimo; ( Mem.\Acad. 1705 ).II Sig. Bouguer ha trovato coll’esperienza che il lume delta luna è 300mille volte minore di quello Idei sole , e ciò comparando l’uno e l’altrocol lume d’una candela posta nell’oscurità : ( Traiti d'optique 1760 ).

Delle inegualità della Luna,

555. I più antichi filosofi compresero che la luna girava ogni mesa in-torno la terra , che n’ era compagna , e , come diciamo noi , satellite ;Aristotele , secondo Averroe , diceva che la luna gli pareva una terraeterea ; si può vedere in Macrobio e in Plutarco tutto ciò che i filosofiavevano detto in questo proposito. I primi osservatori dovettero facilmen-te riconoscere che nello spazio di 59 giorni succedeva due volte il novi-lunio , in modo che la durata d' una lunazione era di 29 giorni e mez-zo; ma questa regola , vera a un dipresso., era soggetta a molte ecce-zioni , e a molte disuguaglianze , che non si spiegarono se non moltotempo dopo,

k;6. La prima cognizione esatta del moto della luna in Grecia 1' ebbeMetone , che viveva 430 anni avanti G. C. Aveva trovato o imparatodagli orientali , che in 19 anni solari passavano 235 mesi lunari comple-ti , regola , die non patisce difetto se non d f un giorno in 3 x 2 anni .Parve questa scoperta così bella ai Greci , che i numeri si scolpirono inlettere d’oro; ancora si pratica nel calendario, e si chiama ciclo lunare il

cir-