Uso dell' ecclijfi per trovare le longitudini geografice . 19;
minore di alcuni secondi dell’arco Gì dell’ ecclittica. E questo moto ap-parente è la prima cosa che si dee cercare.
71 j. Si sa dalle Tavole 1 ’ ora della congiunzione vera calcolata , eparimenti le longitudini e latitudini vere della luna e dell’ astro occlusa-lo al principio e al fine dell’ ecclisse ; per le stesse ore si calcola la dif-ferenza delle parallassi in longitudine e latitudine ( 710 ) ; si aggiungeciascuna parallasse alla longitudine vera , o vi si leva secondo che il luo-go apparente della luna è più o meno avanzato del luogo vero , e cosisi hanno le longitudini apparenti, o affette dalla parallasse ; la differenzadelle quali è il moto apparente della luna per l’ecclittica ; e lavandovi ilmoto del sole o astro ecclissato ( 0 aggiungendolo se fosse retrogrado ),si avrà Gì moto relativo apparente per l’ecclittica.
71 6. La differenza delle parallassi in latitudine per gli stessi due puntidi tempo si applica ancora alla latitudine vera della luna data dalle Ta-vole ( o alla di lei distanza dal polo boreale dell’ ecclittica ) , e si a ve-lan no le due latitudini apparenti IL, G F per il principio e fine dell’enclisie ; la differenza di queste latitudini apparenti ( o la loro somma ,se una fosse australe , 1’ altra boreale ) darà il moto apparente della lunain latitudine ; da cui sottraendovi il moto in latitudine dell' astro ecclissa-to, se il cangiamento della di lui latitudine s’accorda nel nome con quel-la della luna , si avrà A L moto relativo apparente della luna . Final-mente la differenza delle longitudini apparenti GI si moltiplica per il co-seno della latitudine apparente media fra le latitudini IL, GF ( 531 ),e si avrà il valore del moto FA misurato nella regione dell’ecclisie.
717. Così noti nel triangolo FAL rettangolo in A i due Iati FA ,AL, si conoscerà ancora 1 ’ angolo L F A e la base F L , cioè l’inclina-zione dell’ orbita apparente , e il moto apparente in linea retta per 1’ orbi-ta apparente della luna rispetto ali’ astro S , che sempre si suppone im-mobile durante l’ecclisie.
718. Nel triangolo SLF si fanno i tre lati , cioè il moto apparenteF L in linea retta, e la somma dei semidiametri della luna e dell’astro,accresciutone però prima quello della luna in ragione della di lei altezza( î7i ) ; al principio dell’ecclisie la somma dei semidiametri è SL , alfine S F : noti dunque i tre lati si cerchino gli angoli SLF, S F L pervia della trigonometria rettilinea, cioè il moto F L fi ha alla somma del-le due distanze osservate S L , S F, come la loro differenza , alla diffe-renza dei segmenti B L, B F ; la metà della quale differenza aggiunta al-la metà del moto F L darà il maggiore dei due segmenti , e sottratta ilminore.
719. Noti essi due segmenti si troveranno gli angoli BLS, BFS; unodei quali aggiunto alla inclinazione apparente LFA , e levatone 1’ altrodalla medesima , averemo i complementi degli angoli di congiunzione ap-parente, cioè DSF, LSE.
Il raggio sta alla somma dei semidiametri apparenti S F , che corris-ponde alla maggior latitudine, come il coseno dell’ ang. DSF alla SD,la quale divisa per il coseno della latitudine H S dell’ astro S ( se no*
B b fosse