Dei passaggi di venere e dì mercurio sotto al sole. 195
da venere li 1 7 Maggio 1737 ( Pbilos. trans. ». 450 ). Nelle opere de-gli astronomi si trovano anche scritte molte ecclisiì di stelle indotte daipianeti : saturno coprì la stella 0 di sesta grandezza nel corno australedel toro il dì 7 Gennajo r 679 giusta il Sig. Kirch ( Misceli. Berolin. pag.tos ).
Dei passaggi di venere e di mercurio sotto al sole.
Venere e mercurio , che girano intorno al sole in una distanza mino-re di quella della terra ( 393 ) , in ciascheduna rivoluzione sinodica sitrovano fra noi ed il sole ; nel qual casoj, se sono in pochissima latitu-dine , si veggono sul sole come una nera macchia e rotonda , larga in
circa una trigesima parte del disco solare , se sar'a venere , e ^ se mer-curio .
716. Averroe credette di vedere mercurio sul sole , ma Albategnio eCopernico pensavano e con ragione che non potesse averlo veduto aocchio nudo . Anche Keplero credette vedere mercurio a occhio nudo ,ma poi s’ accorse che sarebbe stata una macchia solare , delle qualive n’ hanno talvolta di tanto grandi , che si possono benissimo vederesenza telescopio ; le quali Galileo attesta averle vedute a occhio nudo efatte vedere agli altri , e ne addurrò degli esempj ( 936 , 941 ) . Mamercurio, il di cui diametro è di soli n*, è impossibile che si abbia maipotuto vedere sul sole ,■ al più e appena poteasi raffigurare venere nel1761 , che avea un diametro di 58" . Non è dunque da meravigliarsi ,se prima della scoperta dei telescopi non si sia mai veduto mercurio ovenere sul sole.
727. Questi passaggi succedono soltanto quando venere e mercurio nel-la loro congiunzione inferiore sono in una latitudine che non eccede ilsemidiametro solare , cioè quando essa congiunzione succede assai vicina
al nodo, e per venere in distanza dallo stesilo al più di i° ~.
728. Questi passaggi sono molto utili , perché con essi si determina e-sattamente il luogo del nodo ,N dì mercurio , 0 di venere {fig. 91 ) vi-sta che si abbia la situazione O R della loro orbita . Con essi si conoscela longitudine eliocentrica senza ricorrere alla parallasse dell’ orbe magno ;poiché la congiunzione del pianeta col sole S prova , che la longitudinedel pianeta visto dal sole è la stessa colla longitudine della terra ; ma ipassaggi di venere anno sopra tutto questo singolar vantaggio di far co-noscere con esattezza la parallasse del sole ( 73; ) , da cui ■ dipendanole distanze che hanno tra loro scambievolmente , e da noi ,■ li pianeti( 585 ) : quindi è che sono tanto celebri essi passaggi , e per li quali fiscrissero tante memorie, e s’intarpresero tanti viaggi.
729. I passaggi di venere sono vantaggiosi per tre capi ; i°. per la
grande esattezza, con cui s--osserva il contatto de’due astri, une» de’ qua-si b 2 li e