Dille rifrazioni. 103
complemento dell’altezza vera, poiché i due lati PZ, PS, e I’angolo Pfono quantità vere e date , indipendentemente dalle rifrazioni . Quest’altezza vera trovata col calcolo è sempre minore dell’ apparente osser-vata col quadrante, e dalla differenza si ha il valore della rifrazione cor-rispondente ali’ altezza osservata . Questo metodo fu in passato adoperatodal Sig. Picard , e nel 1751 dal Sig. de la Caille ; e con esso si-trovò
che la rifrazione orizzontale , cioè la massima, è di 32' d circa.
744- H Sig. de la Caille, prima del suo viaggio in Affrica , s’ era im-pegnato di determinare le rifrazioni per via degli angoli orarj , e dellealtezze corrispondenti del sole e delle fisse più lucide 5 egli fu il primoche avesse il vantaggio d’ impiegare questo metodo senza piantare ipo-tesi ; perché tornato dal Capo , conoscendo le declinazioni delle stelle os-servate presso il zenit del Capo indipendentemente dalle rifrazioni, avevail Iato P S con grande esattezza ; ha egli dunque calcolato la maggiorparte di queste altezze corrispondenti dopo il suo ritorno ; e gli servironoper descrivere una tavola di rifrazioni più esatta e più sicura di quantese ne avevano.
745- V’ è un mezzo di conoscere le rifrazioni in certe altezze , senzadover supporre noto l’angolo P : e consiste nels ostèrvare una stella chepassa per il meridiano nel punto stesso del zenit, o ad esso vicino e chepoi passa per il meridiano sotto il polo . Essendo nulla la rifrazione nelzenit, si avrà la vera distanza della stella dal polo; e dopo 12 ore circapassando essa per il meridiano sotto il polo, e vicina assai ali’ orizzonte,si troverà la di lei distanza dal polo molto minore , perché sarà accor-ciata dalla rifrazione, che alza la stella, e si avrà quindi la rifrazione inquesta altezza.
Esempio. La Chiara di Perseo passava, alcuni anni sono, in distanzadi sei minuti dal zenit di Parigi ; così era certa la sua distanza di 41 04 dal polo , perciò dovea pasta re per il meridiano sotto il polo in distan-za di 41 0 4' dal polo stesso, cioè ali’altezza vera di 7 0 4 6' . Questa pe-rò si osservò di 7 0 ;r' aj''; era dunque certo , che la rifrazione ali’ al-tezza apparente di 7 0 52' ~ , alzava la stella di 6' 2/.
746. Il Sig. de la Caille ancora trovò un metodo ingegnoso , per de-terminare le rifrazioni, quando si trovava al Capo , paragonando le os-servazioni delle stelle , che erano molto vicine al suo zenit , finché sitrovavano quasi fall’ orizzonte di Parigi, e di quelle che erano vicine alzenit di Parigi, nel tempo eh’ ei le vedeva stili’ orizzonte.
747- Quando fossero state in tal guisa osservate le rifrazioni a diversigradi d’ altezza , sarebbe stato facile il vedere , che dal zenit sino asti8o° di distanza , seguono la ragione delle tangenti delle distanze dal ze-nit; ma il Bradley fu il primo che verso il r 760 guidato dalle ricerchedel Sig. Simpson sulla traiettoria dei raggi di luce , mostrò , che dimi-nuendo ciascuna distanza dal zenit del triplo della rifrazione , la tangentedel residuo era esattamente come la rifrazione stessa ; dopo questa legge
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