LIBRO SETTIMO
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Dei moti delle stelle fijse .
754. Sei specie di moto devonsi considerare nelle stelle fisse ; fa pre~cefstone , 1’ aberrazione , la nutazione , il cangiamento generale in latitudine,i cangiamenti particolari a diverse stelle , e la parallasse annua , sospettatagià da molti astronomi . Abbiamo già parlato sulla precessione ( 320 ),
cioè dell’annuo cangiamento di longitudine di circa jo'' ~ in ogni stel-la : ne risultano dei cangiamenti nelle ascensioni rette e nelle declina-zioni . Ma è facile dalla nota longitudine e latitudine d’ un astro tro-varne colia erigon, sferica 1’ ascensione retta e la declinazione ( 318 ),e d’ avere perciò il cangiamento dell’ una dal noto cangiamento dell’altra.
755. Questa precessione generale nasce dalla retrogradazione dei puntiequinoziali sulla ecclittica immobile ; e non suppone perciò alcun cangia-mento nelle latitudini delle stelle fisse .• immaginiamoci che tutto il cielosi muova lentamente intorno ai poli e ali* asse dell’ecclittica ,e che tut-te le stelle siano trasportate verso l’oriente per jo' ~ ali’ anno parata-mente ali’ ecclittica .
Questa retrogradazione degli equinozi nasce , come Io diremo parlandodell’attrazione, dalla schiacciata figura della terra, su la cui protuberan-za s’esercita l’attrazione laterale del sole e della luna . Questi due astriattraendo lateralmente 1’ equatore terrestre , gli sanno cangiar insensi-bilmente sito, in guisa che non corrisponde più alle stesse stelle ; ed è lostesso come se le stelle avessero un moto rispetto ali’ equatore , avanzan-dosi paratamente ali’ ecclittica.
75 6. Dopo la scoperta dell’ attrazione , si vide che tutti i pianeti do-vevano avere un moto nei nodi ( io62 ) loro come la luna , e 1’ osser-vazione lo ha verificato ( 518 ). Si vide che ciascun pianeta, o sorbi-ta di ciascun pianeta cangiava di sito per 1’ attrazione degli altri dun-que anche s orbita della terra .
II Sig. Eulero nel 1748 notò, che sattrazione di giove sopra la terradovea essere sensibile, e bastante a spiegare la diminuzione nell’obliquitàdell’ecclittica , e la varietà nelle latitudini delle fistè rispetto ali’ ecclitti-ca , di cui licene ne avea già fatta menzione.
757. Eratostene , Ipparco , Tolommeo trovarono essa obliquità di 23°
jo'; Albategnio di 2Z° 33' -â verso 1 ’ anno 880 ; licene nel 1387 di
23 0 31' 30'': noi attualmente non la troviamo che di 23 0 28' o 1 ' : ondetale diminuzione pare fuori di dubbio . Questa deve essere seguita da uncangiamento di latitudine nelle fisse , e da una piccola disuguaglianza
nel-