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Compendio d'astronomia / J. de Lalande
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Dell' aberrazione delle jIelle .

( 794 ) ; ma F osservazione di altre stelle fatta nello stesso tempo nondava luogo a questa ipotesi : una piccola stella che si trovava nella stessadistanza dal polo ed opposta in ascensione retta alla y del dragoneavrebbe dovuto essere stata soggetta per tale nutazione allo stellò cangia-mento in declinazione; nonnostante non lo fu che per la metà; questa fula trigesima quinta stella della giraffa. Il Sig. Bradley per verificare mag-giormente questi fatti , fece fabbricare un altro settore , che fu piantatonel 177,7 , e cominciò ad esaminare attentamente quali fossero le varia-zioni delle stelle, fecondo la diversa loro situazione.

779. Saccorse che ciafcheduna stella compariva stazionaria, o nel suomaggiore allontanamento verso il nord , o verso il sud , quando passavaper il zenit verso le ore sei della sera , o della mattina ; che ciafchedu-na s avanzava verso il sud , quando vi passava la mattina , e verso ilnord quando la sera , e che lo scostamento maggiore era , come il senodella latitudine di ciafcheduna . Finalmente quando , passato un anno ,tornò a vedere ciascuna stella nello stesso luogo , in cui prima le aveavedute , il Sig. Bradley guidato da numerose osservazioni si studiò acercarne la causa . Questa doveva essere annua e costante , uguale perle stelle tenui come per le più brillanti , 1 effetto maggiore della qua-le dal nord al sud foste come il seno della latitudine della stella , ( cioènullo per le stelle situate soli' ecclittica ) e contrario ali effetto della pa-rallasse, ed eguale nel suo massimo valore a 40''.

780. Il Bradley felicemente saccorse, che questa differenza di 40" eraappunto lo spazio percorso dalla terra nella sua orbita in 16' di tempo ,e li sovvenne che la luce spendeva Io stesso tempo a percorrere il dia-metro della orbita terrestre giusta la scoperta di Romero nel 1675 (8; 8) .11 Bradley potè pensarsi da principio, che quando le stelle erano in con-giunzione si vedevano 16' più tardi per la loro lontananza , che quandoerano in opposizione , e perciò meno avanzate di 40" ; ma fecondo que-sto discorso non si vedrebbe soggetta ali' aberrazione quella stella che fos-se nel polo dell'ecclittica, perche la distanza è sempre la stessa.

787. Nonnostante la stella y del dragone era soggetta a un aberrazio-ne dal nord al sud di 20* , che si accresceva come il seno delle distanzeda quel punto , in cui era nulla . Il Bradley giudicò , che questa stelladescriveva un cerchio simile a quello , che si avrebbe in una parallassidi 20"; ma che lo descriveva in modo , onde restasse sempre più avan-zata di 20" verso quella parte , alla quale si porta la terra . Tale è ilfenomeno indicato dalle osservazioni del Bradley ; di esso ne parleremopiù a lungo ( 791 ) . Resta dunque a cercare come la stella compariscasempre verso quella parte, verso cui si porta la terra.

782. Finalmente il Bradley ebbe la sorte di combinare il moto dellaluce con quello della terra, secondo le leggi della risoluzione delle forze ;e di questa sua scoperta pienamente concorde colle osservazioni ne reseconto nel Dicembre 1728 ( Pbilosopb. trans. ).

Per mostrare il quale accordo ordinò in una tavola ij osservazionidella y del dragone fatte in tutti li mesi dellanno ; si vedeva quanto in

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