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Compendio d'astronomia / J. de Lalande
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258
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LIBRO UNDECIMO

Della rotazione de'pianeti, e delle loro macchie.

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9 jo. Fin da quando si sono scoperti i telescopi si scorse nel sole il mo-to intorno ali’ afte . Sappiamo che la terra pure gira ogni giorno intornoal suo asse ( 384 ); così pure la luna , giovo e marre ; e infatti è dif-ficile a concepirsi come il moto impresso nei pianeti , con cui descrivonole loro orbite, non sia accompagnato dal moto di rotazione ; bisognerebbeche la direzione passasse per il centro in modo che non vi fosse la mini-ma differenza.

Nonnostante la rotazione , quanto alla durata , non dipende dalla ri-voluzione ; un pianeta può camminare per la sua orbita per via d’ unmoto di trapazione da occidente in oriente senza girare sul!’ asse, e puògirare su d 1 un asiè qualunque in senso opposto , e con una qualunquevelocità ( 40j ) ; così il moto di rotazione non dipende in conto alcunodal moto di rivoluzione , che abbiamo esaminato nel libro III. Noti sipuò questo moto determinare se non per via delle osservazioni, come oravedremo.

931. Giovanni Beornoulli in una memoria di Dinamica , in cui consi-dera i centri spontanei di rotazione , fa vedere che una forza di proie-zione applicata non al centro della terra , ma un poco più lungi dal so-le , e ciò di di raggio, produrrebbe nella terra supposta rotonda e o-mogenea due moti molto conformi a quelli che si osservano ; per marteegli trova ^ ; per giove - { Bern. opera T. IV. pag. 283 ) ; per la lu-na si trova ^ . Se I' impulso primitivo fosse stato applicato a maggiori

distanze da ciaschedun centro , il moto di rotazione sarebbe più colere ,quale velocita certamente dipende dalla causa dell’ impulso primitivo , edè probabile che tutti i corpi , in cui v’ ha un moto di rivoluzione , neabbiano anche uno di rotazione . Il sole stesso gira sul suo asse , ed èprobabile , che vi girino anche le stelle.

932. La rotazione del sole fu la prima a scoprirsi , ed è anche la piùsensibile . Le macchie , che di quando in quando si veggono nel sole ce1 hanno fatta scoprire , e ci servono per osservarla . La prima scopertadelle macchie solari leggesti in una grande opera di Scheinero intitolata :Syosa Ursina , pubblicata nel 1630.

933. Era il P. Scheinero Professore di Mattematica a Ingolstadt nelmese di Marzo 1611 , quando osservando con un telescopio a traverso dialcune nubi il sole, vide la prima volta le sue macchie , e le mostrò alP. Cysati e a molti de’suoi discepoli ; la fama tosto si divulgò , e si sti-molò il P. Scheinero a pubblicare le sue scoperte ; ma siccome questo fe-

nome-