2,74 Compendio d' Jlftronomìa . Lìb. XII.
990. V’ha dunque in tutti i pianeti una gravità simile a quella che s’osserva in terra ; onde è naturale il conchiudere , che nella materia ingenerale v’ ha una forza attraente, e dove si ha materia , ivi sempre v'ha questa forza . Seguiamo dunque i progressi delle nostre cognizioni , evediamo come siasi scoperta questa celebre legge dell’ attrazione universa-le , origine di tante altre scoperte, da cui ogni giorno se ne cavano tut-tavia conseguenze singolari, e le più uniformi ali oslèrvazione .
991. Anassàgora , Democritei , Epicuro ammettevano già questa ten-denza universale della materia verso i centri comuni , o nella terra , o
E altrove , Plutarco schiettamente ne parla nell’opera della cessazione deglioracoli , in cui spiega come ciascun mondo ha il suo proprio centro , lesue terre, i suoi mari , e la forza necessaria per unirli tutti e trattenerliintorno allo stesso centro.
Copernico la pensava del pari sull’attrazione generale, perche attribui-va la rotondità dei corpi celesti alla tendenza , che hanno le loro diverseparti a riunirsi ( de Revol. c. 9 ) . Ticone stesso ammetteva una forzacentrale nel sole ( 407 ) , per ritenere intorno a se i pianeti nelle loroorbite , sebbene si conciliasse difficilmente quest’ attrazione col di lui siste-ma . Keplero , genio più vasto e più intraprendente di tutti i suoi ante-cessori , dilatò più le sue idee, vide che 1’ attrazione era generale e re-ciproca , e che I’ attrazione dei sole dovea estendersi fino in terra ( DeStella Martis , 1609. Epìt. Jlfiron. Cap. 16r 8 , pag. 55;. Hi fi. des Matb.par M. Montitela, 1758, tom. II. pag. 21 ; , 527, 538 ), Nella prefazio-ne di questo libro insigne, in cui Keplero il primo di tutti dimostra , chel’orbite de’pianeti non sono circolari ( 468 ), 5' esprime precisamente di-cendo , che se la luna e la terra non si movessero in giro , 1’ una s’ ac-costerebbe ali’ altra , e si unirebbero insieme nel loro centro comune digravità : E in altro luogo , che I’ azione del sole produce le disuguaglian-ze della luna , 1’ azione della luna il flusso e riflusso del mare , che ilsole tira i pianeti, e n’è da essi attratto.
992. E infatti i fenomeni lo provano ; la gravità de' corpi terrestri s’estende sopra alle sommità de’ monti, fino alle parti più elevate dell’aria,di dove la grandine cade con impeto, tosto che si è formata dal freddo jera dunque chiaro che tale gravità dovea estendersi più lungi dalla terra;così non era difficile scorgere la luna stessa soggetta alla medesima forza del-la terra, da cui non è molto lontana, intorno a cui gira, ed a cui pre-senta sempre la stessa faccia . I corpi , che girano in circolo , scappanotosto per la tangente , se non ne sono trattenuti ( 749 ) ; la luna do-vrebbe fuggire per la tangente del cerchio che descrive, (come una goc-cia d’acqua da una ruota che gira ) se la terra non lo impedisse . Conquesto raziocinio stesso trovò il Newton la legge di questa gravità (997).
99;. Vedendo Keplero , che la luna era attratta dalla terra , e checiaschedun pianeta aveva la sua gravità ( 989 ) , doveva conchiudere ,che anche la luna tirava la terra ; ma considerando che le acque delmare si alzano ogni giorno, quando la luna passa per il meridiano , nondubitò più che questo effetto non nascesse dal!’ attrazione lunare.