Delle ineguaglianze prodotte dall' attrazione . 293
mobile, bisogna attribuire al,pianeta un nuovo moto verso il sole, egua-le a quello che ha il sole verso il pianeta , o pure , eh’ è già Io stesso,
g . UT
bisogna supporre che il sole attragga il pianeta con una forza —j— ,
vale a dire con la somma delle due masse, del sole e del pianeta.
1043. L’effetto di questa attrazione del pianeta T sopra il sole S con-siste nel far descrivere al sole una piccola ellissi intorno al centro di gra-vità comune al sole e al pianeta ( Newton L. L prop. 67 , L. III.prop. 13 ) ; almeno nel caso che il sole stesso abbia ricevuto un impulsointorno al centro ( tristo , pag. 113 ) . Questa attrazione è la causa dialcune delle piccole ineguaglianze nel moto apparente del sole , che sicalcolano prendendo la differenza delle attrazioni, che ciaschedun pianetaesercita sopra il sole e la terra. Secondo il Newton , il sole deve esseretratto di luogo per una piccola quantità dalle attrazioni de’pianeti; ma laforma del calcolo usi tato nel!’ Astronomia è tale , che il sole si supponesempre fisso, e si riferisce a ciaschedun pianeta quel moto , che Io stessoproduce nel sole , onde resti sempre la stessa la situazione rispettiva delpianeta col sole.
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1044. L’ espressione — della forza attraente è quella , che ha luogo
quando 1’ azione si esercita direttamente, e sempre secondo il raggio vet-tore ; mai pianeti sono gli uni dagli altri attratti obliquamente , e se-condo qualunque direzione, che cangiasi continuamente , mentre verso ilcentro intorno a cui si girano , sono sempre attratti direttamente ; cosìper conoscere 1' effetto delle perturbazioni ed attrazioni celesti, bisogna ri-solvere la loro forza assoluta ( eh’ è la massa divisa per il quadrato delladistanza ), per trovarne sestetto nella direzione stessa della forza centra-
le. Ho detto per esempio , che V azione di gîove susta terra è dessi
azione del sole sulla medesima , secondo un’ attrazione diretta ( 1004 ) ;ma queste due forze che agiscono sulla terra , si oppongono insieme , espesso hanno direzioni diverse; la forza di giove , che secondo un’ attra-
zione diretta è di quella del sole , avrà un effetto molto minore ,
quando agirà lateralmente ; sarà per esempio minore quando agirà sottoun angolo di 6o°.
1045. Un corpo spinto secondo le direzioni A B , A C ( fig. 126 ) cheformano tra loro un angolo BAC , da due potenze che sono fra lorocome le linee AB, AC , descriverà la diagonale AD del paralellogram-mo B A C D nel tempo stesso , in cui descriverebbe A C , o A B, spintoseparatamente da una di esse due potenze ( 479 ). Così la forza espres-sa secondo ta direzione e lunghezza della diagonale A D , equivale alledue forze AB, AC, che avrebbero operato nello stesso tempo. E anchequando questa forza è unica nel principio , fi può considerare prodottadalla riunione di due altre forze , alle quali è equivalente ; cioè che laforza AD può risolversi nelle due AC e AB.