Parte II. Caro XXVIT. 7maraviglioso il numero e la varietà d’oggetti che ci rimangonoa scorrere .
Quando si tratta di università , quella di Bologna ha sem-pre il diritto di presentarsi la prima. In questo secolo la pro-tezione de’ romani pontefici e lo zelo de’ magistrati Bolognesine aumentarono il lustro e la prosperità (1), chiamandovi i piùvalenti professori, alla cui rinomanza ed abilità rispose maisempre la frequenza dei discepoli . Vi si videro fiorire [un Cat-taneo, un Galasso Ariosto fratello del grande Ariosto, unMolza,’un Giulio Camillo, un Romolo Amaseo , il quale passan-do da Padova a Bologna , si trasse dietro tutti li suoi scolari .Il numero di essi rese necessaria la fondazione di nuovi collegjin quella metropoli delle scienze : l’Ungheria ne ebbe uno neli 537 ; il cardinale Bonifazio Ferrari, piemontese , ne stabiliun altro per la sua nazione nel i54i, ed il papa Sisto V, inmemoria del luogo che lo vide nascere , e dove , dicesi , fu pa-store , fondò il collegio di Montalto : atto di munificenza , checonviene unire a tanti altri che segnalarono il suo pontifica-to (2) . Il grande edifizio per l’università , cominciato dal car-dinale Carlo Borromeo (3) , fu condotto a termine con egualemagnificenza dal vescovo Pier Donato Cesi , allora governato-re, e poi cardinale.
L’università di Padova non fu così costantemente felice .La Repubblica di Venezia , che le avea conceduti gran privi-legi (4), ruinata momentaneamente per effetto della lega diCambray, fu obbligata ad impiegare in ispese più necessarie ildanaro destinato allo stipendio de’professori .Lo strepito dellaguerra fe’ ammutolire le scienze , e rimaner deserte le scuo-le (5) ; ma , cessata quella procella , i maestri e gli scuolarì vifecero ritorno ; ed il senato vi mandò tre patrizj col titolo di
(1) Tiraboschi , tom. VII, part. I , c. I.
(2) V. sopra ; tom. V , p. 54 e seg.
( 3 ) lbid. p. 5 i .
( 4 ) V. sopra , tom. IV p. 258 .
( 5 ) Tiraboschi , p. 89 .