STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA
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CAPO XXIX.
Studj letterarj. Valenti professori d’ eloquenza e di amenaletteratura nelle università ; Grammatici ; lingua latina,meglio insegnata , e meglio scritta ; argomenti ne’ qualiviene adoperata ; Lingua greca ; Lingue orientali; An-tichità greche, romane, egizie ; Dotti antiquarj, Sigo-tùo ; Panvinio , Valeriano , ec.
Nel medesimo tempo che lo studio delle scienze destava unasì grande emulazione , gli studj letterarj, siccome quelli chesono più accessibili, la destavano ancora maggiore; ed il grannumero di eleganti scrittori sì in prosa che in versi, sì nellalingua latina che nell’ italiana , di cui fu fecondo il secolo de-cimosesto, gli fé dare con ragione il titolo di secolo dell’amenaletteratura (i). Questa folla palesa abbastanza qual copia d’ec-cellenti professori vi fosse nelle università, e qual copia anchepiù grande abbia dato, non colla viva voce , ma con celebriopere, ammaestramenti nell’arte di ben ragionare e di benscrivere. Questo numero in effetto è tale , che siamo più chemai costretti a restringerci a quelli di essi professori , e scrit-tori , i quali salirono veramente in fama, e che promossero di-rettamente gli avanzamenti generali dell’eloquenza, della poe-sia e del buon gusto.
Il primo che si appresenta , è Filippo Beroaldo , detto ilgiovane , a doverlo distinguere da Filippo Beroaldo il vecchiouno de’ più insigni eruditi del quindicesimo secolo (a). Questi