Parte IL Capo XXVIf. 37
l* impegnarla. Questo libro parve loro la più possente macchi-na ili guerra, clic venisse mai contro di essi rivolta, e raddop-piarono le difese e le forze per doverne respingere gli assalti ;fondarono persino delle cattedre , i cui professori dovessero diproposito confutare questo terribile nemico (1): ma gli scrit-tori protestanti più fervorosi (2) vi scorgono una gran chiarezzadi stile, una immaginazione ricca e feconda , una rara abbon-danza negli argomenti, e nell’ esposizione delle obbiezioni op-poste alla credenza o alla corte di Roma , un candore ed unasincerità ancora più rare. Un altr’opera del Bellarmino , pic-cola di mole, ma egualmente celebre e più pregevole , è quellaDegli scrittori ecclesiastici ( 3 ). Tritemo aveva anticamentepreso a trattare quest’argomento, ma da faticoso compilatore ;il Bellarmino lo maneggiò da valente scrittore c da critico giu-dizioso, merito tanto più considerevole, quanto che la sanacritica era in allora mal nota , e eh’ egli compose quel libro inFiandra in età ancor giovanile , e faticosamente occupato nelleggere dalla cattedra e nel predicare dal pergamo. L’edizionedi tutte le sue opere è in sette volumi in foglio (4),e sono troppiper noi, siccome quelli che contengono un solo libro che possaessere di qualche uso oggigiorno.
La teologia polemica non fu sola in fiore ; la positiva edommatica contò tra gli scrittori che la trattarono , FrancescoCattani da Diacceto vescovo di Fiesole , detto il vecchio ( 5 ), a
(1) Tiraboschi , p. 282 .
(2) V. lYIosheim , Storia Ecclesiastica , recata in francese , t.IV , p. 224 .
( 3 ) De scriploribus eclesiasticis , Roma , 161 3 , in 4. 0 . Unadelle migliori edizioni è quella di Parigi , rGì7 , in S.° , data dal P„Sirmond . Se ne fecero parecchie altre di poi con varie aggiunte .
( 4 ) Colonia, 1G0G , 1617 e 1619. Questa edizione è compiuta;quella di Venezia , 1721 , non lo è .
( 5 ) Fra le opere che lasciò le più note sono : Discorso dell’ au-torità del papa sopra il concilio . Firenze 1062 in 8.° ; Sopra lasuperstizione dell’ arte magica ivi i 56 a ; mia traduzione italianadell’ Hexameron di S. Ambrogio Firenze i 56 o in S. 0 assai raro ec.Il Varchi ne scrisse la yitn stamp. dal Giolito nel i 5 Gt . ( X )