"Parte II. Capo XXVII. 3g
questo cardinale ; e nell’amena letteratura si trova soltantounito ad alcune poesie latine , e ad alcune lettere sparse nellevarie raccolte.
Il cardinale Sirleto (t) avrebbe potuto unire il suo nomeadopero di maggiore importanza. Fatti li suoi primi stud) inNapoli e continuatili in Roma , s’inoltrò tanto nelle linguelatina, greca ed ebraica , ebe le parlava non altrimente clic sefossero le sue. Dovette i principj del suo innalzamento al papaMarcello II ; fu creato cardinale da Pio IV ( 2 ), e poco mancò ,che alla morte di questo pontefice non fosse sollevato alla cat-tedra di S. Pietro. Carlo Borromeo avea tratti molti al suo par-tito in conclave : ma il timore clic un uomo tutto dato agli stud jnon fosse troppo opportuno agli affari, ne fe’ deporre il pen-siero. Il suo sapere non gli tolse di essere nominato al vescova-do di S. Marco , e di Squillace nella Calabria : ma rinunziò aquest’ultimo per attendere agli studj. La biblioteca del Vati-cano , della quale gli fu data la cura, bastava appena a soddi-sfare 1’ ardente sua brama per le ricerche ; non ne uscì quasipiù mai, e , benché assai cagionevole, non cessò di lavorare checessando di vivere l’8 ottobre i585. Fa stupore che un uomosi dotto abbia solo dato alla luce alcune Parianti sui salminell’ Apparato alla Bibbia d’ Anversa, ed alcune vite dei Santi ,tradotte dal greco di Simeone Metafraste . Recò in latino il Me-nologio de’Greci, e due orazioni di S. Gregorio nazianzeno, chefurono poi da Annibai Caro volgarizzate; corresse le opere diS. Girolamo e gli atti de’Concilj : le altre sue opere rimaseroinedite. Pare che fosse uno di que’ dotti, ai quali basta il di-letto che ricavano dalla fatica , qualunque ne sia 1’ oggetto , eche nel darsi ad essa altro non cercano se non se quel diletto.
Il cardinale Valiero è poco conosciuto fuori d’ Italia ; magli autori italiani (3) ne ragionano come di uno de’ più rari uo-