Parti: II. Capo XXIX. 20 5
nel corso dell’ opera mostrasi solo , e parla in suo nome, talorariferisce i ragionamenti che ebbe con insigni eruditi, e ci dà leloro decisioni. Ora è il ciotto Pontano, che , visitato dagli amicinel giorno della sua nascita , mentre stanno aspettando che siapparecchi il pranzo , fa recare uno .Svetonio , e discute conessi un passo di quello scrittore ( 1 ) : ora è 1’ autore, il quale,passeggiando con Pomponio Leto tra le antichità di Roma , sifa con lui a ragionare eruditamente intorno ad una iscrizioneche si para loro dinanzi ( 2 ) ; ovvero è un giovinetto, che cantanella casa del Sanazzaro, accompagnandosi col flauto, le elegiedi Properzio , ed alcuni versi di quelle elegie fanno succedereal canto una dissertazione geografica (3) ; talvolta si leva nelmezzo di una cena in casa di Ermolao Barbaro una quistionedi filologia , F clie viene da quel dotto disciolta (4), tal altra l’au-tore ci rappresenta due famosi professori, Niccolò Perotti eDomizio Calderino , non pure rivali, ma nemici, che spiegandoin Roma , a gara 1’uno dell’altro, un libro di Marziale, si al-lontanano entrambi dalla migliore interpretazione delle paroleoriginali, per timore dì scontrarsi insieme (5).
In questi capi non meno che in quello in cui l’autore parlain suo nome , procede all’usanza degli eruditi, accumulandoallegazioni di latti, di leggi, di usi, tolte da un gran numerodi autori antichi ;'ma non li accenna , nè indica i passi, a cuisi appoggia, ed i lettori sono costretti a starsene a quello chedice. Un insigne francese , Andrea Tiraqueau, risparmiò lorola ^fatica delle investigazioni, col suo commento sui Giornigeniali notando colla più grande esattezza le sorgenti dallequali 1’autore derivò ogni tratto degli antichi, che recò in
senza data . Cotali dissertazioni , assai rare si trovano fuse in cin-que o sei capi de’ Gcnìaliuni dierum lib. il , cap. 111 , 9 , 3i ;111. i5, IV, 19 ; V. a3.
( 1 ) Lib. I, c. 1 .
( 2 ) Capo XVI .
(3) Lib. li , c. 1 .
(4) Lib. Ili , cap. I.
(5) Lib. IV , cap. XXII .