Parte II. Capo XXIX. ioj
e dulia cattività del re , die era il suo solo sostegno (i).La suaraccolta non si restringe a quistioni di letteratura, di mitologiae d’ antichità , ma si estende alla filosofia, alla teologia , allagiurisprudenza, alla medicina ed anche alla matematica. Tuttii passi però allegati dall’ autore sono principalmente conside-rati e discussi dal lato filologico, e si gloria di avere illustratida quattrocento luoghi d’autori latini o dagli altri non tocchio non troppo profondamente esaminati (2). Si possono fare aun di presso le medesime censure ed i medesimi encomj diquest’opera e di quella di Alessandro. L’ erudizione vi splendepiù che la sana critica: se non che la sana critica può semprefare una scelta delle cose dall’erudizione ammucchiate. Unsecolo la cui ricchezza letteraria fosse ristretta a cotal generedi fatiche , sarebbe assai povero ; ma in un secolo nel qualesoprabhondano i tesori dell’ immaginativa e del genio, questaè una ricchezza di più.
( 1 ) Lettera di Celio Calcagnila ad Erasmo, colla data del 5luglio 109.5, citata dal Tirabaschi, toni. q , paite 11, P* 2-3 •
(9) Cosi termina la spezie d’avviso stampato in lettere iossc,nel primo foglio, e che serve di titolo al libro: ,, l*x qua te
lut Uctionis farragine explicantur linguae lalinue loca , qua tu
gentis haud pauciora jerevel aliis intacta vel pensiculale paiu/nfjceussa . ,,