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[Tomi nono & decimo.]
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Parte II. Capo XXX.ne; dal famoso Sigonio jt) in un orazione stesa di proposito adover dimostrare la necessità di mantenere 1 uso della favellalatina ( 2 ) , e da parecchi altri zelanti latinisti . La lingua ita-liana ebbe alla sua volta valorosi campioni , e quantunque daprima cercasse soltanto di regnare insieme colla sua madre erivale , essa terminò per balzarla dal soglio , e cacciarla nelsecondo seggio .

Non fu un Italiano il primo a tentare una tale impresa .Gianfrancesco Fortunio , scbiavone di nascita , ma vissuto perlo più in Italia , giureconsulto di professione , pubblicò nel1 5 1 6 in Ancona , le Regole grammaticali della lingua volgare >le quali piacquero allora per modo , ebe sene fecero, nellospazio di sei anni, quindici edizioni (3) . L' autore ebbe un finecompassionevole. Perocché essendo podestà in Ancona , oveesercitava con non minor senno che integrità il suo ministero ,fu veduto un giorno dalle finestre del pretorio giù precipitatoe morto . Gli Anconitani credettero ed asserirono che vi si eragettato egli stesso in un impeto di mania. Ma il Valeriane , loZeno ed il Timboschi lasciano scorgere (4) , che è più probabi-le che vi sia stato sospinto.

Niccolò Liburnio , veneziano e canonico della basilica diS. Marco , diede in luce , in Venezia , nel 2 i , Le Vulgarieleganzie (5) in tre libri, e diede nel i5o.6 un altra opera digrammatica , intitolata Le tre Fontane (6), nella quale fa en-trare , più direttamente ancora che nella prima , tutte le rego-le della grammatica e dell eloquenza toscana dei tre sommi

(1) V. sopra , p. 180 e seg.

(2) De Ittlinac linguae usu retinend0 .

( 3 ) Apostolo Zeno . .Vote al Fontani ni , t. I , p, j .

(j) Giampietro Valeriane , De Infelic. I.itter. t. 1 ; ApostoloZeno , toc. cit. ; Tiraboschi , Stor. della Leti. Ital. tom. VII,part. ili, p. 353 .

( 5 ) Plesso Aldo , in 8.° .

(6) Venezia , in 4 °- Il medesimo L iburnio è lautore di uno-pera mediocre , pubblicata nel , presso Aldo , col titolo di

Occorrenze umane; usci di vita in Venezia , nel 1057, in età diottanta tre anni .