r 13 -Ì STORIA OT.T.T.A LETTERATURA ITALIANAtre libri della perfezione della vita civile (i) , ne’ quali , vo-lendo dare un vero modello del cittadino e dell’ uomo di stato,ne indicava le qualità ed i doveri , e terminava col mostrareche , tolta la libertà , ogni altro bene è per nulla , anzi .a.stessa virtù s i rimane oziosa e di poco pregio ; che come prin-cipale condizione nell ’ uomo che abbia a divenir felice , si ri-chiede il nascere e vivere in città libera (n) ; che chi commetteil governo della città alla legge , lo raccomanda quasi ad unDio; ma chi lo dà in mano all’ uomo , lo lascia in potere d’unafiera bestia (3) . Siffatte sentenze erano quelle degli antichi ;ina vedesi che si andavano ogni di più propagando tra gl’ Ita-liani di quell’età .
Nulladimcno non fu quest’ opera che fece collocare il Pa-rata tra gli scrittori che maggiormente la illustrarono: ma do-vette questa gloria a’suoi Discorsi politici compresi in duelibri (4) . Le sue sentenze e le sue considerazioni esposte conordine , e con chiarezza sarebbero di gran giovamento , se , incambio di studiarle , non si trovasse più breve 1’ encomiarle .Po studio degli antichi aveagli procacciata la più profonda co-noscenza de’loro ordini civili , egli avvenimenti politici delsuo tempo lo ammaestrarono ancora meglio. Ma sia che ragio-ni degli antichi o de’ moderni , de’ Romani o de’ Veneziani ,mantiene sempre quel contegno prudente e quella riserbalezzadiesi addice ad un saggio nelle investigazioni dei fenomeni ci-vili , le cui cause e gli accidenti sono si malagevoli a svolgersi.
Nel suo primo Discorso divisa di stabilire la qualità delgoverno della Repubblica romana; Polibio 1'uvea consideratocome misto ; ma le parti che lo compongono , non offrono alParuta le proporzioni per cui se gli possa convenire un siffattonome : la prorogazione de’ magistrati , I’ insolenza e la tiranni-de de’ tribuni , quelle smodate facoltà dall’ un canto , quella