Parte II. Capo XXXII. Sez. III. ^7colare ( 1 ). A rimovere gli effetti della ricchezza e dell’orgogliodi siffatti ordini privilegiati, proponeva di distribuir terre atutti i cittadini, e di concedere distinzioni onorevoli a quellitra di essi che se ne sarebbero resi più degni per le loro azioni,quand’anche fossero i più infimi della plebe o de’soldati ( 2 ).Portava opinione, che la nobiltà diventando per tal modo me-no nociva negli antichi nobili e più utile nei nuovi, avrebbemosso maggiormente i cittadini alla difesa della patria. Esami-nando a mano a mano tutti i diversi ordini della città, non pre-termette quello dei veri dotti, ch’egli ha in conto di institutorie maestri dell’universale, e dichiara che per governare facil-mente e sicuramente il restante della nazione, vogliono innanzitratto essere consultati e rispettati (3).
Non recherà più stupore , dopo sì profondi pensamenti,che il Boterò abbia librato la vera potenza degli imperi , anti-veduto i loro destini, annunziata la ruina della Turchia e dellaSpagna (4). Metteva grandi speranze ne’ principi i quali, nonche giudicassero ogni cosa difficile o quasi impossibile ad ese-guirsi, ma sapevano rintracciare e adoperare tutti i mezzi, tuttigli espedienti che la natura o la fortuna avea posto loro nellamani (5). Così egli dava animo ai timidi, e spaventava gli au-daci. Gli stati d’Europa erano allora oltre modo sbattuti : gliuni alimentavano disegni ambiziosi, gli altri davansi in predaai più gran timori ; tutti aspettavano tempo di poter tradire ofar vendetta. Il Boterò volgendo il guardo a siffatta condizione,ammaestrato dai disastri del suo paese, vide meglio del Parutaquel sistema di equilibrio politico di cui l’Italia ed in partico-lare lo stato di Venezia , aveagli destato il pensiero, e che poscia
( 1 ) Discorso della Nobiltà .
( 2 ) Ragione di Stato iib. IV , c. VII, e lib. IX c. XI .
(3) Rag. di Stato lib. IV c. I e 11 •
(4) Relaz. della repubb • V^en. Cap. De’ Confinanti j e Rag;di Stato lib. VII c. XII .
(5) Agilità delle forze , p. 99 .