AL GENERALE ACTON
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nunziarvi una terribile verità, che , tacendo. si esprimeancora meglio che favellando. Nè parlo io già di quel po-polo che rumina soltanto e vive senza sentire, ma parlodel popolo che ragiona, ed imprime il grande suo motoalla pubblica opinione, di cui egli solo è il sovrano mo-deratore^ all’opinione, io dico, giudice inesorabile dei mo-narchi egualmente che della plebe } all’opinione che go-verna il presente, comanda all’avvenire e non obbediscead alcuno. Questa parte sempre sana e sempre giusta dipopolo, la cui voce è voce di Dio , egli è molto tempo cheha posta una differenza infinita tra il cuore di Ferdinando ele massime del suo ministro} egli è gran tempo che , be-nedicendo il cielo di possedere nell’ uno de’ due un teneropadre, si addolora di soffrir nell’altro un tiranno. Nè ditai sentimenti sono infiammati soltanto i petti napoletani.Essi ardono nel cuore di tutta l’Europa , la quale ha giàregistrato il nome di Acton fra gli oppressori dell’inno-cenza, e il nome di Ferdinando tra i principi magnanimic benefattori. Essi ardono nel seno de’ generosi ed augustivostri Colleglli, dei quali ottenete giustamente l’ammira-zione, il rispetto e, quel eh’è più raro, l’amore} nel chenon so decidere se sia maggiore la gloria loro o la vostra.Roma stessa, contro la quale, senza il consenso del vo-stro cuore, voi esercitate da tanto tempo l’odio e lo sde-gno, la stessa Roma , accendendosi dei paterni e tenerisensi dell’ adorato suo principe verso la vostra sacra per-sona, non sa opporre alla vostra collera che la rassegna-zione e il rispetto. Ed ella ricorda ancora con giubilo ipreziosi e brevi momenti nei quali voi e 1’ augusta vostraCompagna la beaste ambedue delle vostre care presenze} epartendo ne portaste con voi le benedizioni e la stima.Perocché questa Roma , prudente sì, ma veggente, non viha fatta mai l’ingiustizia di confondere le vostre pure in-tenzioni colla malignità del superbo vostro ministro} e queinodi d’amicizia che la stolta di lui politica va spezzando,la religione, a suo dispetto, e la carità evangelica li ricon-