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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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AL GENERALE ACTON

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nunziarvi una terribile verità, che , tacendo. si esprimeancora meglio che favellando. parlo io già di quel po-polo che rumina soltanto e vive senza sentire, ma parlodel popolo che ragiona, ed imprime il grande suo motoalla pubblica opinione, di cui egli solo è il sovrano mo-deratore^ allopinione, io dico, giudice inesorabile dei mo-narchi egualmente che della plebe } allopinione che go-verna il presente, comanda allavvenire e non obbediscead alcuno. Questa parte sempre sana e sempre giusta dipopolo, la cui voce è voce di Dio , egli è molto tempo cheha posta una differenza infinita tra il cuore di Ferdinando ele massime del suo ministro} egli è gran tempo che , be-nedicendo il cielo di possedere nell uno de due un teneropadre, si addolora di soffrir nellaltro un tiranno. ditai sentimenti sono infiammati soltanto i petti napoletani.Essi ardono nel cuore di tutta lEuropa , la quale ha giàregistrato il nome di Acton fra gli oppressori dellinno-cenza, e il nome di Ferdinando tra i principi magnanimic benefattori. Essi ardono nel seno de generosi ed augustivostri Colleglli, dei quali ottenete giustamente lammira-zione, il rispetto e, quel ehè più raro, lamore} nel chenon so decidere se sia maggiore la gloria loro o la vostra.Roma stessa, contro la quale, senza il consenso del vo-stro cuore, voi esercitate da tanto tempo lodio e lo sde-gno, la stessa Roma , accendendosi dei paterni e tenerisensi dell adorato suo principe verso la vostra sacra per-sona, non sa opporre alla vostra collera che la rassegna-zione e il rispetto. Ed ella ricorda ancora con giubilo ipreziosi e brevi momenti nei quali voi e 1 augusta vostraCompagna la beaste ambedue delle vostre care presenze} epartendo ne portaste con voi le benedizioni e la stima.Perocché questa Roma , prudente, ma veggente, non viha fatta mai lingiustizia di confondere le vostre pure in-tenzioni colla malignità del superbo vostro ministro} e queinodi damicizia che la stolta di lui politica va spezzando,la religione, a suo dispetto, e la carità evangelica li ricon-