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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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LETTERA QUARTA

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trodurre nel suo poema il nostro aligero messaggero ese-cutore dei comandi di Venere Zefiritide, mi rendo certoch’egli lo fece col suo perchè: nè questo perchè lo tro-verete giammai, se non mi accorderete adesso di necessitàquello che v’ ho richiesto per grazia, cioè, che questa Deavenisse adorata in Egitto sotto le forme e li simboli de-scrittici da Pausania, voglio dire sedente sopra uno Struzzo.

A farvi poi chiaro che egli era degnissimo di coope-rare all’ apoteosi della chioma di Berenice, e di brillare neiversi d’un gran poeta, come Callimaco , mi permettereteuna brevissima digressione sulla nobiltà de’suoi attributi,la quale formerà l’argomento della mia quinta ed ultimadiceria.