DIALOGHI
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Tari. Veggiamo. — Ah ah ah, questa è bella davvero!
Mas- Di che ridete?
Tad. Del mio poco discernimento. Sappiate che parec-chie di queste poesie, che voi tenete come pestilenziali,erano state da me pocanzi recate a Matteo come fiorentidi bella e fresca salute.
Mag. Discorretele nuovamente, e verrete nel mio pare-re} solo che nel nuovo giudizio che ne farete, sia morta pertutti la compassione.
Tad. Sì, morta la compassione, ma viva l’urbanità e ladecenza.
Mag. E per dare a questa rivista un felice comincia-mento , prendiamo le mosse da questo anonimo poemettodi quattro canti, che ha per titolo La Verità.
Tad. Ottimamente. Accostatevi , e cominciamo. La Ve-rità, Visione. = Bergamo , da Alessandro Natali, 1816. =Ringraziato sia Dio , che finalmente sapremo il significatodi questa parola : giacche Pilato avendo chiesto a Gesùquid est veritas, senza attendere la risposta si ritirò , perpaura, cred’ io, che la Verità non mettesse piede dentro lacorte: il che sarebbe stato un gran guasto.
Mag. Un gran guasto? Voi certo volevate dire un granbene.
Tad. No, mio caro, Dio me ne scampi. I poveri figlid’Adamo (dimandatelo a tutti i politici) ebbero, hannoed avranno’ sempre bisogno di essere ingannati, e viverenell’errore. E noi vedete ? Essi non traggono qualche beneche dalla bugia $ mentre la verità non partorisce che odjed inimicizie , brutti figliuoli di bella madre. Di che pre-veggo che questo poeta, col metterla in tanta luce del pub-blico , farà male le sue faccende.
Mag. Non dubitate. La verità, ch’egli canta, è di naturatutta innocente. Così ne fosse innocente la poesia.
Tad. Confortiamoci di buona speranza, e leggiamo. Cantoprimo. Argomento. Preludio della Visione. Incomincia. An-tico campo di battaglia, e sua decorazione. Comparsa di